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La ballerina australiana convertita all’Islam che danza con l’hijab

Cresciuta nei sobborghi di Sidney, Stephanie ha sempre sognato di volteggiare sul palco e diventare un giorno una ballerina professionista

Di TPI
Pubblicato il 5 Ott. 2016 alle 11:23 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:36
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Immagine di copertina

“Ciao, sono Stephanie Kurlow, ho 14 anni e ho un sogno nel cassetto, che è quello di poter ispirare gli altri attraverso l’espressione creativa dell’arte”. Inizia così la lunga descrizione di Stephanie Kurlow sul sito Launchgood – la piattaforma di crowdfunding incentrata sulla comunità musulmana in tutto il mondo.

Avvolta in un tutù color azzurro cielo o bianco candido, Stephanie si prepara per i suoi quotidiani esercizi di riscaldamento e si racconta in una lunga intervista rilasciata recentemente alla CNN. Padre australiano e madre russa, Stephanie è la terza di due fratelli.

Cresciuta nei sobborghi di Sidney, Stephanie ha sempre sognato di volteggiare sul palco e diventare un giorno una ballerina professionista. Indossò il suo primo tutù all’età di 2 anni e cominciò a muovere i suoi primi passi sui palcoscenici subito dopo. Ma nel 2010 fu costretta ad appendere le scarpette da ballo e rinunciare così alla sua grande aspirazione. 

La famiglia Kurlow in quel periodo decise di convertirsi all’Islam, abbracciando la fede musulmana e iniziando a pregare cinque volte al giorno. 

(Qui sotto Stephanie Kurlow con indosso il tutù azzurro e l’hijab, mentre si specchia nella sala prove. Credit: Facebook)

Un percorso spirituale che la giovane Stephanie ha sempre vissuto in maniera positiva, come lei stessa racconta. Quando decise di riprendere a danzare iniziarono ad arrivare anche le prime lettere d’odio contro le sue esibizioni. Critiche feroci rivolte soprattutto al fatto che durante le esibizioni indossava l’hijab. 

Ma l’aspirante ballerina ha sempre ignorato i pregiudizi e le critiche: al contrario, ha trasformato queste ultime nella sua forza, spingendola a voler diventare la prima ballerina professionista con il velo. 

Stephanie si esercita alla sbarra per trenta ore a settimana: “Negli ultimi tre anni, ho consumato quattro paia di scarpe con la punta”, racconta la giovane con un certo orgoglio nella voce. 

Ispirandosi al ballerina cinese-australiana Li Cunxin, Stephanie vuole esercitarsi più che può perché la danza è sacrificio, prima di poter diventare una ballerina di successo. 

Stephanie vuole essere una fonte d’ispirazione per le giovani ragazze musulmane e per questo sogna di aprire una scuola di danza aperta a tutte le religioni. “Tante bambine mi dicono che vogliono indossare l’hijab e sentirsi anche uniche e belle”. 

Quando ci si esibisce sul palco ci si deve concentrare sulla bellezza del balletto. “Una semplice piroetta o un movimento del braccio esprimono così tanto. Spesso i nostri piedi sanguinano, ma sul palcoscenico non mostriamo alcun dolore”. 

(Qui sotto Stephanie Kurlow con indosso il tutù bianco e l’hijab coordinato compie un passo di danza. Credit: Facebook)

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