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Napoli, è contestazione al San Paolo: cori contro la squadra e De Laurentiis

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 7 Nov. 2019 alle 16:22 Aggiornato il 7 Nov. 2019 alle 16:45
Immagine di copertina

Napoli, è contestazione

Oggi, 7 novembre 2019, alle ore 15,30 circa 150 ultras del Napoli hanno manifestato all’esterno della rampa d’accesso dello stadio San Paolo dove era in programma l’allenamento della squadra di Ancelotti aperto agli abbonati, ma non alla stampa.

Uno striscione con la scritta “Rispetto!” è stato srotolato davanti al varco da cui entrano i calciatori protagonisti dell’ammutinamento contro la società dopo la partita di Champions. Diversi i cori intonati dai tifosi: “Meritiamo di più”, “Calciatori mercenari siete voi”, “Solo la maglia” e “Mettete in campo la primavera”. Il tutto accompagnato da fumogeni e bombe carta.

Una contestazione dura rivolta non solo contro i giocatori ma anche contro il presidente De Laurentiis. Intonato più volte il “classico” “Stai vincendo solo tu” che è ormai un refrain al San Paolo da anni.

Il folto gruppo di ultras si è poi spostato lungo il perimetro dello stadio, sorvegliato da un’imponente schieramento di forze dell’ordine. E dentro lo stadio? Gli abbonati presenti sugli spalti, circa un migliaio (su 10mila che a inizio stagione hanno acquistato la tessera), hanno ricoperto di fischi e urla di contestazione i calciatori impegnati nell’allenamento che sono entrati in campo cominciando subito la seduta, senza rivolgere un saluto ai tifosi che li fischiavano.

Durante l’allenamento ad ogni tocco di palla di Insigne, Mertens, Callejon è stato ricoperto di fischi e urla “vai via, vai via”.

Da idoli a miliardari viziati: le reazioni social all’ammutinamento del Napoli sono lo specchio dei tempi bui che stiamo vivendo

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