Me
HomeNews

I modi in cui il mondo può finire sono più numerosi di quelli che immagini

In un'intervista al Washington Post, Bryan Walsh spiega perché il genere umano non deve preoccuparsi solo del cambiamento climatico

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 29 Ago. 2019 alle 16:24 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:04
Immagine di copertina
Credit: Afp

Fine del mondo: ecco tutte le possibili Apocalissi secondo lo scrittore Bryan Walsh

La paura della fine del mondo non arriva di punto in bianco. Mentre l’Amazzonia brucia, sempre più persone osservano preoccupate i cambiamenti climatici dell’ultimo decennio. L’aumento di CO2, lo scioglimento della calotta polare artica, e le drammatiche tempeste che si abbattono sulle nostre coste sono solo la punta di un iceberg ben più grande. 

Viviamo in un periodo senza precedenti, confessa lo scrittore Bryan Walsh in un’intervista al Washington Post. “Siamo sempre più connessi, e ogni giorno creiamo nuovi rischi che possono diffondersi più rapidamente di ieri”, spiega l’autore di Apocalisse: Una Breve Guida alla Fine del Mondo.

Ma non è soltanto il cambiamento climatico a minacciare il genere umano. Nel suo libro, non ancora tradotto in italiano, Walsh elenca un insieme di possibili minacce per la nostra sopravvivenza: da asteroidi e supervulcani, a robot killer e intelligenze artificiali, a super virus in provetta. 

Nei secoli le malattie hanno ucciso più persone di qualsiasi guerra, tuttavia non compaiono nella top list dello scrittore. “La natura impedisce a tutto ciò che crea di essere abbastanza virulento e contagioso da minacciare l’estinzione della nostra specie”, spiega. Almeno finché l’uomo non ci mette sopra le proprie mani: “la più grande minaccia per i prossimi anni viene dai patogeni bioingegnerizzati, prodotto di tecniche biologiche come la mutazione genetica e la sintesi artificiale.”

Il nuovo libro di Walsh ammonisce nei confronti di una tecnologia che in pochi comprendono appieno. Lungi dall’essere un cliché, il genere umano è il primo responsabile della propria estinzione. L’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra specie è stato solo recentemente preso in considerazione. Tra queste, l’energia nucleare richiede un controllo più meticoloso di quello accordatole.

Ma la gravità delle catastrofi attuali è altrettanto determinata dal nostro modo di comportarci. È per questo che Walsh sottolinea il ruolo dei grandi governi nella salvaguardia del genere umano. Discorrendo sull’amministrazione Trump, lo scienziato si lascia andare a dure parole: “Abbiamo bisogno di una guida affidabile e di cooperazione a livello internazionale affinché la situazione non peggiori. Trump non fornisce niente di tutto ciò”.

L’Orologio dell’Apocalisse segna due minuti alla fine del mondo, ma non tutto è perso. E lo scienziato ci rassicura sui più recenti cambiamenti climatici. Probabilmente causeranno scompiglio e povertà, ma non sono tra i rischi più immediati per la nostra specie.

“Sappiamo cosa sia il cambiamento climatico e che succederà,” spiega Walsh, “la domanda è quanto diventerà grave.” Le altre minacce non sembrano altrettanto ben definite. “Viviamo in un mondo sempre più instabile, sia politicamente che, adesso, tecnologicamente. Più giocatori significa maggior pericolo”.