Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 07:29
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » News

Perché Facebook sta chiedendo foto di nudo ai suoi utenti

Immagine di copertina
Credit: Reuters/Dado Ruvic

Il popolare social network sta sperimentando in Australia un programma che vuole proteggere le potenziali vittime di Revenge Porn

Al momento si tratta di una sperimentazione limitata all’Australia, ma l’iniziativa promossa da Facebook potrebbe rivelarsi davvero utile nel combattere il revenge porn, ossia la pratica che consiste nel pubblicare e diffondere foto intime dell’ex fidanzata per vendetta.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

La strategia prevede che gli utenti Facebook condividano le proprie immagini di nudo sulla piattaforma Messenger contrassegnandole come “immagine intima non consensuale” tramite il programma PhotoDNA, nel caso in cui gli stessi abbiamo motivazioni valide per ritenere di poter diventare vittime di revenge porn.

Il materiale caricato, ovviamente, non viene pubblicato sul social ma serve soltanto per realizzare quella che si può considerare “un’impronta digitale” della foto: l’obiettivo è di impedire, grazie al riconoscimento immediato attraverso l’intelligenza artificiale e altri software di matching, che persone malintenzionate possano caricare online quella medesima immagine.

L’inziativa è nata su accordo con le autorità australiane e prevede che gli utenti, prima di caricare il materiale potenzialmente oggetto di ricatto, firmino un questionario dell’ufficio e-Safety che che si occupa di sicurezza online.

In Australia il governo ha già lanciato delle campagne per aiutare le vittime del revenge porn. Ma al di là della sua possibile efficacia, questo strumento potrebbe rivelarsi comunque insicuro trattandosi della diffusione di immagini private su una piattaforma popolare come Facebook.

“Siamo lieti che Facebook si stia muovendo per risolvere questo problema. Con i suoi miliardi di utenti, Facebook è un luogo in cui il danno per questo tipo di aggressioni può essere massimizzato”, ha dichiarato Carrie Goldberg, un avvocato di New York specializzato in reati contro la privacy sessuale.

“L’implementazione di questa tecnologia non impedisce a qualcuno di condividere le immagini al di fuori dell’ecosistema di Facebook, per cui dovremmo incoraggiare tutte le piattaforme online a partecipare a questo programma, come facciamo con PhotoDNA”, ha detto Hany Farid, professore di informatica a Dartmouth che ha aiutato a sviluppare PhotoDNA.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
News / In difesa dello “stupratore razzista Montanelli” (di Luca Telese)
News / Dillo con una poesia: oggi è la Giornata Mondiale della Poesia e questi versi vi faranno bene all’anima
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI