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Nuovo studio indica il mercato di Wuhan come probabile origine della pandemia

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Il secondo piano del mercato Huanan di Wuhan, in Cina. Credit: EPA/ROMAN PILIPEY

Un nuovo studio riaccende il dibattito sull’origine del nuovo coronavirus, associando il primo caso accertato di Covid-19 al mercato di animali di Wuhan. Secondo lo studio, pubblicato ieri sulla prestigiosa rivista scientifica Science, il primo caso noto di Covid-19 è quello di una venditrice del mercato di Huanan e non più quello di un contabile che viveva a 30 chilometri dal mercato, il quale avrebbe sviluppato sintomi otto giorni più tardi rispetto a quanto ritenuto in precedenza.

La ricerca del virologo Michael Worobey afferma che l’uomo di 41 anni, che non aveva legami con il mercato, ha iniziato ad avvertire i primi sintomi della malattia da nuovo coronavirus (Covid-19) il 16 dicembre, quando già risultavano malati diversi addetti del mercato. Secondo il ricercatore l’uomo non si era invece contagiato l’8 dicembre, quando si era solo ammalato per complicazioni relative a un intervento dentale.

“In questa città di 11 milioni di persone, metà dei primi casi sono legati a un luogo delle dimensioni di un campo da calcio”, ha detto al New York Times Worobey, che dirige il dipartimento di ecologia e biologia evolutiva dell’Università dell’Arizona a Tucson. “Diventa molto difficile spiegare questo andamento se l’epidemia non è iniziata nel mercato”, ha aggiunto.

Worobey era stato uno dei 18 esperti che a maggio avevano firmato una lettera in cui criticavano le indagini condotte dall’Organizzazione mondiale della sanità sulle origini del nuovo coronavirus, chiedendo di approfondire anche la plausibilità delle teorie “di una fuoriuscita accidentale da un laboratorio”.

Oggi il ricercatore sostiene invece che ci sono forti indicazioni a favore della teoria che la pandemia sia originata nel mercato di Huanan. “La maggior parte dei primi casi sintomatici sono stati associati al mercato in particolare nella sezione occidentale dove si trovavano le gabbie dei cani procioni”, ha detto a Bloomberg, specificando tuttavia che nessun animale presente nel mercato di Wuhan è stato testato prima della sua chiusura avvenuta il 1° gennaio.

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