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L’esame del sangue che individua il tumore 4 anni prima che si manifesti

Immagine di copertina
Credits: Pixabay

L’esame del sangue che individua il tumore 4 anni prima che si manifesti

Qualche tempo fa sarebbe sembrato decisamente irrealistico, ma oggi uno studio rivela che attraverso l’esame del sangue è possibile scoprire il tumore con quattro anni di anticipo rispetto a quando normalmente si manifesta. Ciò può avvenire grazie a un nuovo test sperimentale, chiamato PanSeer, di cui parla una ricerca pubblicata su Nature Communications, coordinata dall’università della California di San Diego e condotta insieme a diversi atenei cinesi. In questo modo, per cinque dei tumori più comuni e difficili da trattare, il paziente ottiene un enorme vantaggio: la possibilità di diagnosticare la malattia quando è ancora ai primissimi stadi – e dunque invisibile attraverso le normali tecniche – e avere molte più probabilità di sconfiggerla. Ci vorrà ancora del tempo affinché la nuova tecnica venga impiegata nella pratica clinica, ma si tratta comunque di una notizia molto incoraggiante.

PanSeer sembra poter identificare i tumori di stomaco, esofago, colon retto, polmoni e fegato con un’affidabilità media del 91 per cento. Un dato, questo, che va però verificato con uno studio su larga scala. Attraverso le analisi del sangue, il sistema rileva all’interno del Dna del paziente tutte quelle modifiche chimiche che rappresentano delle spie di un tumore. Lo studio ha coinvolto circa 120mila persone, tra il 2008 e il 2018. Per prima cosa sono stati raccolti i campioni di sangue di tutti i partecipanti, monitorati poi per tutto il periodo di analisi. “Ogni partecipante – ha spiegato Kun Zhang, che ha guidato lo studio – ha donato il sangue per la ricerca durante tutto il decennio, sottoponendosi a regolari controlli medici. Sono stati ottenuti circa 1,6 milioni di campioni. In caso di diagnosi positiva al cancro abbiamo confrontato il sangue fino a quattro anni prima della comparsa dei sintomi”.

I risultati preliminari dello studio affermano che, partendo dall’analisi del sangue di 605 persone, 191 hanno ricevuto una diagnosi di cancro allo stomaco, all’esofago, al colon-retto, ai polmoni o al fegato nei quattro anni successivi al prelievo. I dati affermano che il test è stato in grado di identificare l’88 per cento dei tumori nelle persone già diagnosticate, mentre per quanto riguarda gli asintomatici, il tumore è stato osservato nel 95 per cento di chi ha ricevuto in seguito la diagnosi. “E’ improbabile – ha precisato Zhang – che il test predica lo sviluppo futuro di tumori: più probabilmente identifica tumori in fase di crescita, ma che sono asintomatici e non rilevabili dalle metodiche di screening attuali”.

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