L’Europa è pronta ad avviare una procedura infrazione contro l’Italia, lettera sul debito in arrivo già a fine settimana

Di Laura Melissari
Pubblicato il 28 Mag. 2019 alle 12:53 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:46
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Ue Procedura infrazione Italia | Debito pubblico | Spread | Lettera Commissione europea

Ue Procedura infrazione Italia | Archiviate, o quasi, le elezioni europee, l’Europa si prepara a una nuova battaglia con l’Italia. La Commissione europea si appresta infatti a inviare una lettera all’Italia, probabilmente entro la fine di maggio, per avviare una procedura di infrazione per debito eccessivo. La procedura, che potrebbe essere avviata già il 5 giugno, potrebbe concludersi con una sanzione da ben 3,5 miliardi di euro. (Qui le ultime notizie sul governo)

L’Europa è preoccupata dello sforamento dei conti. Nell’ultimo anno il debito pubblico italiano ha toccato il 132,2% del prodotto interno lordo. Salvini ha già detto che è urgente ridiscutere con le autorià comunitarie i vincoli di bilancio.

Solo alcune settimane fa il vicepremier aveva detto: “Se servirà infrangere alcuni limiti del 3 per cento o del 130-140 per cento, tiriamo dritti”, facendo schizzare lo spread a quota 290.

Ue Procedura infrazione Italia | La risposta di Salvini

“Aspetto di leggere la lettera dell’Ue ma credo che la Commissione europea debba e possa prendere atto che i popoli ieri hanno votato per il cambio e la crescita: quello che è chiaro che non si alzano le tasse, che l’aumento dell’Iva non esiste”, ha detto vicepremier, reduce da un grande successo elettorale.

“Spero che non ci sia nessuno in Europa che mandi letterine. Il voto di domenica è stato una sfiducia nei confronti dell’Europa fondata sui tagli. A Bruxelles si mettano al centro il lavoro, il tasso di disoccupazione, l’economia reale rispetto allo spread e alla finanza”, ha detto Matteo Salvini.

“Penso che gli italiani diano mandato a me e al governo di ridiscutere in maniera pacata parametri vecchi e superati”, dice Salvini, inaugurando una nuova epoca dei toni concilianti con Bruxelles.

Secondo il leader leghista, il voto degli italiani, è “un invito a fare il contrario di quello che ci è stato imposto fino all’anno scorso per il bene dell’Europa e dei mercati e l’Italia cresce se le aziende e i lavoratori pagano meno rispetto a quello che si paga oggi. Non siamo noi che vogliamo sforare. Se noi fossimo costretti a rispettare numeri e vincoli vecchi, il debito crescerebbe. Noi vogliamo ridurlo e avere il credito delle istituzioni europee per fare il contrario di quello che hanno fatto i Monti e i Gentiloni: ossia restituire soldi”.

E Salvini ricorda che questi punti sono nel contratto di governo.

Quel che è certo è che Salvini non vuole cedere ad eventuali tagli, perché con i soldi che gli italiani danno allo Stato, pagando le tasse, ci sono altre priorità, come assumere lavoratori o sistemare le infrastrutture del paese.

E in Europa Salvini propone una ricetta all’italiana: un contratto programmatico tra i tre gruppi sovranisti, che come abbiamo spiegato qui contano solo su 171 seggi, che contempli, una lotta alla disoccupazione e un “ritorno all’economia reale”.

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