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Le sardine invadono Palermo, in 4mila in piazza: “Populisti, la festa è finita”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 22 Nov. 2019 alle 21:21
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Immagine di copertina

Le sardine invadono Palermo, in 4mila in piazza: “Populisti, la festa è finita”

Anche Palermo “non si Lega” e scende in piazza: oggi, venerdì 23 novembre 2019, il capoluogo siciliano si è trasformato nell’ennesima roccaforte del movimento spontaneo di protesta delle sardine. Una piazza Verdi gremita di gente, almeno 4mila persone (anche se gli organizzatori parlano di una partecipazione maggiore, fino a 10mila persone) pronte a manifestare al grido di “Populisti, la festa è finita”.

Davanti al teatro Massimo si sono ritrovati tantissimi palermitani. Giovani, ma non solo. In mezzo al corteo c’erano lavoratori, pensionati e studenti. Uomini e donne. Il messaggio, scritto su cartelloni e striscioni, è giunto ancora una volta chiarissimo ai palazzi del potere e a quei partiti che negli ultimi anni hanno fatto dell’aggressività e dell’intolleranza il loro cavallo di battaglia.

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“Avete rovesciato odio e bugie, mescolando verità e menzogne – ha urlato Chiara Puccio, una delle “sardine” in piazza – ma ora la corda, troppo tesa, si è spezzata. Non c’è bisogno che venite a liberarci. Siamo noi a doverci liberare della vostra presenza ossessiva”.

“Noi reclamiamo la politica del confronto vero e dei valori. E siamo qui – ha ribadito poco dopo Leandro Spilla, un altro degli organizzatori – per dire che consideriamo la diversità una ricchezza. Finora c’è stata una narrazione aggressiva. Invece abbiamo bisogno di una politica che sappia prima di tutto ascoltare le ragioni degli altri”.

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Nella folla erano presenti anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il suo vice Fabio Giambrone. L’amministrazione comunale, del resto, aveva annunciato la propria adesione alla manifestazione. In piazza però non ci sono stati partiti o bandiere. Solo tantissime sardine: di gomma, disegnate sui cartelloni, appese al collo. “Siamo tanti, siamo più forti di loro”, gridavano alcune persone.

L’invito dei manifestanti a tutti i presenti è stato di cercare di staccarsi da quei luoghi virtuali in cui, negli ultimi anni, la violenza e l’intolleranza hanno giocato da padroni assoluti. “Usciamo dai social, ritroviamoci nelle piazze”. Sui tantissimi cartelloni svettava un altro slogan: “Palermo non abbocca”. E alla fine, non poteva mancare “Bella ciao”, intonato dalla folla anche senza musica. Un messaggio chiarissimo.

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