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Scontro Salvini-Prodi: il botta e risposta alla vigilia delle elezioni in Emilia-Romagna

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 24 Gen. 2020 alle 22:03 Aggiornato il 24 Gen. 2020 alle 22:04
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Scontro Salvini-Prodi: il botta e risposta alla vigilia delle elezioni in Emilia-Romagna

Il gesto del citofono da parte di Matteo Salvini “ha colpito me e tutta l’opinione pubblica straniera. Salvini ha usato l’informatore di condominio come si faceva in Unione Sovietica, quando la vicina di casa spiava l’anticomunista. E la riflessione ulteriore è: se uno così diventasse presidente del Consiglio, visto che ha detto che vuole i poteri assoluti, dove arriverebbe?”. A parlare è Romano Prodi in un’intervista a Quotidiano Nazionale a pochi giorni dal voto che sta tenendo tutta Italia col fiato sospeso, quello in Emilia-Romagna e in Calabria.

Il due volte presidente del Consiglio (qui la sua intervista esclusiva rilasciata a TPI), che ha definito quella in Emilia-Romagna una sfida “sul filo di lana” con “Bergonzoni inesistente” e “Salvini che urla e basta”, ha dunque criticato duramente il gesto del leader della Lega che, martedì scorso a Pilastro, quartiere della periferia di Bologna, ha citofonato a casa di un ragazzo di 17 anni indicandolo come spacciatore di droga.

La risposta di Salvini, naturalmente, non si è fatta attendere nemmeno questa volta: “Prodi dal comodo divanetto di casa sua in centro a Bologna dà lezioni su cosa fare e come votare in Emilia-Romagna”, è stata infatti la replica a Prodi, uno dei padri nobili della sinistra italiana, durante una diretta Facebook dal capoluogo emiliano. “Ma sono felice – ha poi aggiunto il segretario del Carroccio – perché in periferia, quando sono andato al Pilastro, ho trovato mamme che mi hanno detto ‘grazie, perché i politici non li vediamo mai, sono tutti in centro comodi. In prima linea contro gli spacciatori non li vediamo mai”.

A questo punto in risposta all’ex vicepremier del governo giallo-verde è intervenuto il sottosegretario alla Salute ed esponente del Partito Democratico Sandra Zampa: “Comprendo benissimo il nervosismo di Matteo Salvini che, pur avendo avuto da Ministro dell’Interno la possibilità di affrontare il problema dello spaccio e delle periferie, sa di non avere combinato nulla ed è costretto a ricorrere ai citofoni per far credere agli italiani che serva a cambiare qualcosa”. “Oggi gli ricordo – ha poi aggiunto la vice del ministro Roberto Speranza – che le periferie bolognesi e italiane sono ben note al Presidente Prodi, il quale non solo le ha percorse in lungo e in largo durante le sue campagne elettorali senza mai sentire l’impulso di citofonare a nessuno ma le ha anche studiate cercando di migliorare”. “Ammetterà Salvini – è stata poi la conclusione della Zampa – che dopo l’intenso lavoro politico di anni e anni, Prodi abbia ora il diritto di dire ciò che pensa seduto sul divano di casa propria”.

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