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Recovery Plan, Renzi: “Pronto a far cadere Conte se non fa marcia indietro”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 11 Dic. 2020 alle 12:33 Aggiornato il 11 Dic. 2020 alle 12:35
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A sinistra il premier Conte, a destra il leader IV Renzi

“Se Conte vuole pieni poteri come Salvini, io dico no”, è tranciante Matteo Renzi che in un’intervista al Pais si dice pronto pronto a far cadere il governo se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non farà marcia indietro sulla cabina di regia per la gestione dei fondi europei. Alla domanda “è pronto a far cadere il governo se Conte non farà marcia indietro?”, Renzi risponde: “Sì, perché questo non è un problema di posti, che pure mi hanno offerto. Il meccanismo del dibattito sulle regole istituzionali non può essere compensato con un piccolo accordo”.

Conte, prosegue Renzi, “sta viaggiando in contromano su un’autostrada”, ma “se recupera la lucidità e frena su questa misura assurda, siamo pronti a ragionare sulla questione”. Conte, afferma ancora il leader di Iv intervistato al telefono, è stato confermato presidente del Consiglio “dopo che, un anno e mezzo fa, avevamo fatto un’operazione in Parlamento contro Salvini”. Il primo ministro, aggiunge Renzi, ha lavorato contro la pandemia, “e in alcune cose lo ha fatto meglio che in altre, ma non si può accettare che in nome dell’emergenza, 10 mesi dopo il suo inizio si arroghi tutti i poteri dello Stato per spendere questi 200 miliardi. Abbiamo rimosso Salvini per questo”.

Alla domanda se crede di avere in questo l’appoggio almeno di una parte del Pd e dell’opposizione, Renzi risponde: “Molti di quelli che in pubblico prendono le distanze da me, in privato riconoscono che le nostre critiche sono giuste e autentiche. Per questo spero che Conte si fermi”.

“Nessuno deve chiedere marcia indietro a nessuno. Sul recovery oggi il ministro Amendola  ha confermato che dopo l’ok al testo si apre una fase di confronto in cui chiamare tutti a contribuire per arricchire e migliorare la proposta. Questo è lo spirito giusto che si deve avere: impegnarsi a trasformare in realtà quanto il governo ha conquistato in Europa. Questo è il senso delle scelte che abbiamo fatto insieme il 5 novembre al vertice a Palazzo Chigi, l’opposto che parlare di crisi, per altro in pieno Consiglio Europeo,  ma la scelta di affrontare i problemi aperti”. Questa la risposta di Nicola Zingaretti all’attacco al governo lanciato da Renzi.

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