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Diario dalla Leopolda, il racconto del popolo di Renzi: “Non abbiamo paura” | VIDEO

La cronaca della tre giorni di convention renziana, tra vecchi militanti e giovanissimi che credono nel futuro promesso da Italia Viva

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 20 Ott. 2019 alle 14:42 Aggiornato il 21 Ott. 2019 alle 00:32

Renzi presenta Italia Viva, il racconto dalla Leopolda di Firenze – VIDEO

Migliaia di persone in fila si riversano sulla strada che conduce alla ex stazione di Firenze, la Leopolda, dove per il decimo anno consecutivo si celebra la manifestazione politica firmata Matteo Renzi, l’ex sindaco, ex premier e senatore che adesso aspira a tornare in sella con un nuovo partito.

La maggior parte di quelli che aspettano in fila litiga perché non c’è più posto per entrare nel tempio di Renzi e resta fuori.

Segue il leader “dietro i cancelli”, sui maxi schermi, e incantato assiste al discorso conclusivo dopo l’attesa presentazione del simbolo di Italia Viva, sabato 18 ottobre.

Dopo l’entusiasmo generato dalla nascita ufficiale del nuovo logo, domenica si respira un’aria più tranquilla e sul palco si parla ancora di futuro, quello promesso dal leader toscano sin dal lancio del movimento un mese fa, dopo l’uscita dal Pd.

Secondo Teresa Bellanova, la ministra delle Politiche Agricole del governo giallo-rosso, amica e alleata storica di Renzi “non si poteva fare altrimenti”.

Il racconto dalla Leopolda di Firenze – le voci di chi segue il leader

“Sono qui ma non tifo per Renzi, sono venuta a vedere per orientarmi, perché cerco risposte nuove, ma sono già delusa”, dice una ragazza di 26 anni che prima votava Pd.

Sono in tanti quelli che arrivano per la prima volta alla Leopolda attirati dall’idea di novità, facendo registrare una partecipazione più ampia di quella delle convention organizzate durante i mesi in cui Renzi era premier.

“Mi sento più libero”, afferma Rosario Bressi, ex dirigente regionale del Pd che ha seguito la Leopolda durante gli anni della dirigenza. “Ne ho fatte tante, quest’anno si respira un’aria di libertà”.

“Quando hanno presentato il nuovo simbolo ho avuta una sensazione di unità, diversa da quella che si respira quando parla Salvini”, dichiara una signora arrivata con il marito a sentire Renzi per la prima volta.

Il racconto dalla Leopolda di Firenze – Il nuovo simbolo

Il simbolo che ha vinto il contest online tra le tre proposte di logo presentate è bianco decorato da una spunta rosa e fucsia, che in molti hanno criticato perché ricorda lo spot di detergenti intimi o altri prodotti che con la politica c’entrano poco.

“Abbiamo utilizzato il rosa per l’impronta femminista che Renzi ha voluto dare al partito, il rosa ci sembrava eccessivo dal punto di vista anche cromatico e abbiamo cercato di utilizzare colori caldi che richiamassero anche il linguaggio delle nuove tecnologie e di Instagram”, dichiara Giovanni Sasso, fondatore dell’agenzia di comunicazione Proforma che ha ideato il simbolo e che ha vinto la gara con il 65 per cento di consensi sul web.

L’ideatore del simbolo di Italia Viva a TPI: “Abbiamo scelto i colori di Instagram, la V rappresenta la spunta delle cose fatte”

“La comunicazione è importante, ma prima di tutto ci vogliono i contenuti, la politica ha bisogno di quelli per essere comunicata. Ci vuole prima la sostanza, poi la forma”, conclude l’esperto di comunicazione che ha curato le campagne del Pd per anni dopo aver trionfato con il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola per due tornate elettorali.

La “sostanza” di Italia Viva, per ora, non sembra andare oltre le parole che risuonano incessanti: “futuro”, “verde”, “donne”, “giovani”, “promessa”, “mondo, “coraggio”, “internet”, pronunciate da Renzi e da tutte le altre persone che lo accompagnano sul  palco nei tre affollati giorni della Leopolda.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Da Maria Elena Boschi a Sandro Gozi, consulente del governo di Macron che tanto ha fatto indignare le istituzioni italiane per il suo incarico d’oltralpe, da Isabella Conti, la sindaca degli asili nido gratis che ha conquistato il cuore di Renzi, ai moltissimi millennials chiamati a rappresentare quel futuro in cui il nuovo partito dice di voler investire.

Giovanissimi, al di sotto dei 16 anni, che però parlano già come adulti.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il racconto dalla Leopolda di Firenze – i Millennials

“Con i soldi di quota 100 vogliamo diminuire la disoccupazione e il costo del lavoro”, dice il leader di “Pischelli in cammino”, un movimento di adolescenti che segue Renzi da sempre, affezionati alla riforma della “buona scuola”, ma che già pensa alle prospettive dopo la maturità.

Parlano con tono di voce impostato, leggono interviste sui quotidiani, e ci tengono ad apparire in telecamera.

Come Arianna Furi, 25enne romana che segue Renzi da quando era sindaco di Firenze, e che adesso alla Leopolda prende in mano il microfono, presenta e coordina tutti gli ospiti della manifestazione insieme agli altri 20enni del movimento di cui è segretaria, “Millennials”.

Leopolda 2019, chi sono i giovani millennials di Renzi | VIDEO

“Sogno un’Italia bella”, dice sul palco durante la giornata di chiusura, prendendo la parola dopo Maria Elena Boschi.

“Uno scrigno di tesori unico al mondo, in cui l’essere italiano non rappresenti una porta dietro cui chiudersi e nascondersi, ma piuttosto una chiave per aprire le porte del mondo”, dichiara con il fare di una vera politica durante il suo discorso.

Il racconto dalla Leopolda di Firenze – sul palco

A chiudere la tre giorni e a tracciare la strada di qui ai prossimi mesi (e ai prossimi anni, che sperano essere almeno 10) la ministra del governo e il leader, Teresa Bellanova e Matteo Renzi.

La prima parla di donne, difende il suo look e afferma che gli insulti rivolti al vestito blu elettrico indossato durante il giuramento dell’esecutivo Conte bis erano in realtà un attacco al suo ruolo di ministra.

Lei, donna, che si è messa “alla pari degli uomini”.

Porta un vestito giallo e parla di libertà, di pari dignità per uomini e donne, dell’importanza di creare lavoro per i più giovani ed eliminare il precariato. E spiega che la scelta di creare un nuovo movimento è stata quasi obbligata.

“Non si poteva fare altro, perché c’erano troppi litigi, troppe discussioni, troppe bande armate che si combattevano”, afferma a gran voce sul palco.

E infine Renzi, osannato e ringraziato da tutti. Per lui durante i tre giorni di manifestazione è stata allestita la mostra del fotografo dei suoi anni da premier, Tiberio Barchielli, che ha immortalato il leader nei momenti ufficiali e in quelli più intimi, circondato da Papa Francesco, Obama, Angela Merkel, e la moglie Agnese.

Applaudito e idolatrato da veterani e nuovi o possibili militanti, assicura di non avere intenzione di far cadere il governo, come molti altri politici hanno assicurato nel corso della convention, perché “presentare idee è fare politica, non dare ultimatum”. È questo il suo messaggio ai politici di Roma, “niente ultimatum e mai con i cinque stelle”.

Franceschini e Zingaretti “sono suoi amici” a cui vuole dare una lezione di politica correndo solo con la nuova squadra e il suo popolo, quello che “non ha paura”.

“E questo popolo, amici della stampa e dei talk show, questo popolo c’è!”, esclama mentre in sottofondo risuona il ritornello della canzone che Tommaso Paradiso ha lanciato subito dopo essere uscito dal suo gruppo.

E afferma sicuro: “Quando uno fa una canzone dopo una scissione c’è il rischio che gli venga meglio, vuoi vedere che accade anche con un partito”.

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