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M5S, Paragone aveva già previsto tutto: espulso prima di altri con un’azione politica ad personam

L'ormai ex senatore del Movimento 5 Stelle in un'intervista a TPI aveva preannunciato la sua cacciata dal movimento, parlando di "decisione politica ad personam"

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 3 Gen. 2020 alle 18:33 Aggiornato il 3 Gen. 2020 alle 18:38
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Immagine di copertina

Paragone aveva previsto la sua espulsione dal M5S: “Decisione ad personam”

Nella serata del 1 gennaio, il senatore Gianluigi Paragone è stato allontanato dal M5S per decisione del collegio dei probiviri: un provvedimento che non ha colto di sorpresa lo stesso Paragone, il quale, in un’intervista a TPI del 30 dicembre scorso, aveva previsto la sua espulsione.

Intervistato dal direttore Giulio Gambino, infatti, Paragone aveva affermato: “Il collegio dei probiviri, che è il corpo interno che decide sulle espulsioni, ha talmente tanti provvedimenti che deve ancora dirimerne decine in sospeso. A tal punto che se a gennaio espellono me, mi viene il dubbio che sia solo il frutto di una decisione politica ad personam. Se così fosse, li denuncerò”.

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Secondo l’ormai ex senatore del Movimento 5 Stelle, dunque, la sua cacciata dal M5S sarebbe frutto di un’azione mirata contro la sua persona.

Un concetto ribadito anche durante una diretta sul suo profilo Facebook quando, nella giornata di giovedì 2 gennaio, Gianluigi Paragone ha parlato di “volontà politica di espellere qualcuno perché è un rompicoglioni”.

“Ci sono tanti altri casi aperti prima del mio e ci sono tanti altri casi che dovrebbero essere disciplinati – ha ribadito l’ex direttore de La Padania – Paragone però deve essere buttato fuori perché è uno strano predicatore”.

Così come preannunciato nel corso dell’intervista a TPI, poi, Paragone ha confermato che farà ricorso contro la decisione dei probiviri, definiti gli “uomini del nulla”, e che “se mi gira” si appellerà alla giustizia ordinaria.

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