Salvini indossa la divisa della polizia, ma a Palermo gli agenti non hanno soldi per comprarne una nuova

La protesta dei sindacati: "Caro ministro, siamo orgogliosi di vederla con la nostra divisa, ma lo saremmo ancora di più se permettesse anche a noi di indossarla"

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 1 Ago. 2019 alle 14:17 Aggiornato il 1 Ago. 2019 alle 14:36
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Immagine di copertina
Matteo Salvini, ministro dell'Interno, con indosso la maglietta della Polizia di Stato

Palermo, polizia senza soldi per la divisa

A proposito di Polizia, tornando seri sui temi che contano: a Palermo i poliziotti non hanno più pantaloni per le divise e sono costretti a comprarseli di tasca propria con il sindacato. Sembra una barzelletta e invece è quello che accade a Palermo, dove la segreteria provinciale del sindacato LeS (Libertà e Sicurezza Polizia di Stato) ha speso poco meno di 500 euro per 12 paia di pantaloni che devono sostituire quelli ormai logori o addirittura invernali in dotazione.

Al Corriere della Sera Elvio Vulcano, coordinatore nazionale per la stampa e per le comunicazioni del sindacato, non ha usato mezzi termini: “Il problema è diffuso, succede anche nelle scuole che formano gli allievi, dove mancano le magliette e le divise. Ci sono diverse questure con una grave carenza di vestiario, dove non si riescono a trovare le taglie giuste. Però si sono spesi circa sei milioni di euro per fare i nuovi gradi che non erano necessari. Su vestiario, mezzi e strutture ci sono carenze croniche”.

Il segretario provinciale di Palermo Pasquale Guaglianone ha raccontato: “Abbiamo deciso di non attendere all’infinito risposte dall’amministrazione che, più volte, ha sottolineato l’impossibilità di fornire adeguato vestiario ai poliziotti di Palermo. La nostra iniziativa è scaturita dalla necessità di salvaguardare il decoro della divisa e dare al contempo un segnale concreto di vicinanza ai colleghi che sono impegnati giornalmente su strada per garantire la sicurezza dei cittadini palermitani”.

Le parole più dure sono arrivate direttamente da una nota della segreteria nazionale del sindacato: “Ci appelliamo al ministro Salvini: siamo orgogliosi che lei indossi la nostra divisa ma lo saremmo ancor più se permettesse di indossarla anche a noi”.

Ecco la differenza tra la propaganda e il buon governo: non servono attestati di stima o di solidarietà verso le forze dell’ordine da parte del ministro dell’Interno ma occorre una seria responsabilità nel prendere in mano una situazione che oltre che essere imbarazzante rischia anche di minare l’operatività di chi dovrebbe garantire la sicurezza nazionale. Non servono a nulla le esibizioni di piazza con il logo della Polizia sulla maglietta se proprio i poliziotti non hanno a disposizione nemmeno le condizioni minime per operare. La propaganda funziona (finché funziona) per racimolare voti ma la prova dei fatti è sempre molto più seria e difficile di qualsiasi proclama. E chissà che il ministro dell’interno non la smetta di fare la pro loco della Polizia e cominci a fare il ministro, sul serio.

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