Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:07
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Retroscena TPI – Sulle nomine Rai anche Draghi dovrà inchinarsi alle logiche dei partiti

Immagine di copertina

Mario Draghi forse per la prima volta da quando è a capo del governo dovrà cominciare ad abbassare la cresta nei confronti dei partiti. La partita è di quelle che contano veramente perciò stavolta leader e leaderini di là delle dichiarazioni di facciata del tenore: “Draghi si ama non si discute” non hanno alcuna intenzione di fare un passo indietro. La partita, ça va sans dire, è quella della RAI, la prima azienda editoriale italiana che si ritroverà a gestire mediaticamente nei prossimi mesi l’elezione del nuovo capo dello Stato e le prossime elezioni politiche. Tra le segreterie dei partiti c’è fibrillazione.

Ovvio che ufficialmente non diranno mai quello che pensano ma lontano dai microfoni non fanno mistero del loro reale “sentiment”: “Ci auguriamo che stavolta, a differenza dell’ultima tornata di nomine che erano puramente economico-finanziarie, Mario Draghi ci dia ascolto anche perché potrebbe pentirsene”.

Già, perché stavolta c’è bisogno dei due terzi dei voti in commissione parlamentare vigilanza per eleggere il presidente della RAI quindi nemmeno super Mario potrà fare come gli pare. Tant’è che i fedelissimi dell’ex presidente BCE stanno già lasciando trapelare ai vertici dei partiti quale sarà la “linea Maginot “del premier: sceglierò io l’amministratore delegato però sul presidente “fate vobis”. Dunque questo sarà il punto di caduta raggiunto da super Mario con la politica. Un tipo, il presidente del Consiglio, che come il miglior Berlusconi ora vuole farsi “concavo e convesso”. L’accordo sarà definito a partire da questa settimana, con un giro di telefonate conclusivo che sarà effettuata dallo stesso premier.

Insomma, Draghi ha capito che sulla Rai la corda avrebbe potuto spezzarsi e incrinare quella “bonaccia” che finora lo ha assecondato e molto spesso addirittura preceduto nel rapporto con i partiti, sempre pronti a fare un passo indietro quando si è trattato di scelte che venivano direttamente dal Presidente del Consiglio.

 

Ti potrebbe interessare
Politica / Il Governo respinge l'ultimatum della Spagna: "L’Italia non accetta imposizioni dall’estero"
Politica / Commissione Covid, Conte accusa Meloni: "Regista di questo plotone d'esecuzione". La premier: "Verità è un diritto"
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ti potrebbe interessare
Politica / Il Governo respinge l'ultimatum della Spagna: "L’Italia non accetta imposizioni dall’estero"
Politica / Commissione Covid, Conte accusa Meloni: "Regista di questo plotone d'esecuzione". La premier: "Verità è un diritto"
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Caso Delmastro, la Camera nega le chat: bagarre e accuse in Aula
Politica / Caso chat di Delmastro rinviato in giunta delle autorizzazioni della Camera
Politica / Grillo: “Il Movimento 5 Stelle doveva cambiare la politica, la politica ha cambiato loro”
Politica / Caro carburanti, Giorgetti: “Sconto di 17 centesimi solo sul gasolio”
Politica / UNICEF Italia esprime “grande preoccupazione per il ddl del Governo” sulla imputabilità dei minori
Politica / Rebus Stabilicum: tutti i nodi della legge elettorale
Politica / Il Governo vuole cambiare le regole sulla imputabilità dei minori. Meloni: “Chi sbaglia paga”