Legge elettorale, come sarebbe il Parlamento se si votasse oggi con il Germanicum

Come verrebbero assegnati i seggi alla Camera e al Senato con la nuova legge elettorale, attualmente in discussione, firmata da Giuseppe Brescia: i nuovi equilibri, tenendo conto anche del taglio dei parlamentari

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 14 Gen. 2020 alle 11:50 Aggiornato il 14 Gen. 2020 alle 11:59
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La composizione del Parlamento se si votasse con il Germanicum

Da qualche giorno in Italia è iniziato un nuovo dibattito sulla possibile riforma della legge elettorale, che secondo la proposta di legge presentata il 9 gennaio alla Camera potrebbe essere il Germanicum: se venisse approvato, tutti i seggi del Parlamento verrebbero assegnati con il sistema proporzionale, mentre non ci sarebbero più deputati e senatori eletti in collegi uninominali.

La proposta di legge è stata firmata dal presidente della Commissione affari costituzionali alla Camera Giuseppe Brescia (M5s) e per questo la legge elettorale è stata anche chiamata Brescellum. Prevede una soglia di sbarramento del 5 per cento, ma anche il diritto di tribuna (cioè ad avere rappresentanza in Parlamento) per quei partiti che non riescano a raggiungere quel numero di preferenze.

Se il Germanicum venisse approvato si tratterebbe dunque di una vera e propria rivoluzione rispetto all’attuale Rosatellum. Per questo motivo, diventa interessante capire come sarebbe composto il Parlamento se si votasse oggi con la nuova legge elettorale. A tale scopo, l’agenzia Agi ha realizzato delle proiezioni sull’eventuale composizione di Camera e Senato, sfruttando gli ultimi sondaggi di YouTrend del 9 gennaio 2020.

Nella simulazione, è stato inoltre considerato che la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari (che rimane in attesa della convocazione del referendum confermativo) sia già in vigore: di conseguenza, nello studio Camera e Senato sono composte rispettivamente da 400 deputati e 200 senatori. Anzi, da 391 e 195: perché non vengono inclusi nell’analisi neanche i parlamentari eletti in Valle d’Aosta (1 deputato e 1 senatore) e all’estero (8 deputati e 4 senatori).

La simulazione alla Camera

Con un metodo strettamente proporzionale, alla Camera ci sarebbe ovviamente un dominio incontrastato della Lega: il partito guidato da Matteo Salvini otterrebbe infatti 143 seggi. A seguire il Pd, con 86 deputati e il Movimento Cinque Stelle, con 76.

A seguire gli altri partiti di centrodestra: Fratelli d’Italia (49) e Forza Italia (30). Molto indietro invece il resto dell’universo di centrosinistra: basti pensare che i deputati di Italia Viva sarebbero solo 5. Due, addirittura, gli eletti in quota SVP.

Se si dà un’occhiata alle coalizioni, quindi, si vede subito che a Montecitorio il centrodestra avrebbe un dominio netto: 222 deputati in tutto, più del doppio dei 91 del centrosinistra e quasi il triplo rispetto ai 76 del M5s.

La simulazione al Senato

Al Senato, la situazione sarebbe molto simile: la Lega rimarrebbe il primo partito con 72 seggi, seguita da Partito democratico (43 senatori) e M5s (37).

Per quanto concerne Fratelli d’Italia, gli eletti a Palazzo Madama con il Germanicum sarebbero 24, mentre Forza Italia avrebbe 16 membri. Quasi inesistente Italia Viva, con un solo senatore, mentre SVP sarebbe sempre a due seggi, come alla Camera.

Anche al Senato, e quindi in tutto il Parlamento, con il Germanicum il centrodestra avrebbe una comoda maggioranza: 112 senatori contro i 44 del centrosinistra e i 37 del Movimento Cinque Stelle.

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