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Legge elettorale, ecco il Germanicum: presentato il ddl che prevede la soglia di sbarramento al 5 per cento e il diritto di tribuna

Immagine di copertina

Il testo è stato presentato dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S)

Legge elettorale: ecco il Germanicum, presentato il ddl

È stato depositato dal presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia (M5S) il ddl sulla nuova legge elettorale, già soprannominata Germanicum perché ispirata al modello tedesco.

La proposta cancella i collegi uninominali del Rosatellum, la legge elettorale attualmente in vigore, e ne utilizza i 63 collegi proporzionali e le 28 circoscrizioni.

La soglia di sbarramento è fissata al 5 per cento nazionale. Tuttavia il partito che non supera tale soglia, ma ottiene il quoziente in 3 circoscrizioni e in 2 Regioni, ottiene comunque seggi (il cosiddetto diritto di tribuna).

Secondo il ddl, dei 400 seggi della futura Camera, 8 spettano ai deputati eletti all’Estero con il sistema proporzionale e 1 alla Valle d’Aosta in un collegio uninominale.

I restanti 391 seggi vengono distribuiti proporzionalmente tra i partiti che riescono a superare la soglia di sbarramento del 5 per cento.

Stesso discorso con i 200 seggi del Senato: 4 vanno ai deputati eletti all’estero, 1 alla Val d’Aosta e i restanti 195 sono distribuiti tra i partiti che superano il 5 per cento.

Il Germanicum, frutto di un accordo tra i partiti di maggioranza, non affronta tuttavia il problema delle preferenze, che viene rimandato a un successivo confronto.

“Si tratta di un testo semplice per far partire il dibattito parlamentare da alcuni chiari punti” ha scritto sul suo profilo Facebook il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia.

Brescia, poi, ha sintetizzato il testo in 3 punti: “1. L’abolizione dei collegi uninominali; 2. Un impianto proporzionale; 3. La soglia di sbarramento nazionale al 5%; 4. La previsione di un diritto di tribuna”.

“Si parte da un metodo diverso rispetto al passato – aggiunge Brescia – no a riforme elettorali di fine legislatura condizionate da interessi di parte, sì a un confronto trasparente e sincero con le opposizioni”.

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