Legge elettorale, arriva il Germanicum: ecco come funziona il diritto di tribuna

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 9 Gen. 2020 alle 15:17 Aggiornato il 9 Gen. 2020 alle 17:21
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Immagine di copertina
Urne Credit: Ansa

Legge elettorale, arriva il Germanicum

Il dibattito sulla nuova legge elettorale culmina con il Germanicum, il ddl su cui lavorerà la commissione affari costituzionali della Camera. Sostanzialmente prevede 391 seggi assegnati con metodo proporzionale e una soglia di sbarramento del 5 per cento, con un meccanismo che permette il diritto di tribuna.

Il ddl già ribattezzato ‘Germanicum’, perché ispirato al modello tedesco, cancella i collegi uninominali del Rosatellum e di quella legge utilizza i 63 collegi proporzionali e le 28 circoscrizioni.

Il disegno di legge è stato depositato dal presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, del Movimento Cinque Stelle. In base a questo testo, il partito che non supera il 5 per cento nazionale, ma ottiene il quoziente in tre circoscrizioni in due Regioni, ottiene seggi (il cosiddetto diritto di tribuna). Il tutto in 3 articoli per 10 pagine.

Legge elettorale, cosa prevede il Germanicum

Dei 400 seggi della futura Camera, 8 spetteranno ai deputati eletti all’Estero (nelle circoscrizioni Estere con metodo proporzionale), un seggio va all’eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale. I restanti 391 seggi sono distribuiti proporzionalmente tra i partiti che superano lo sbarramento del 5 per cento.

I 63 collegi plurinominali del Rosatellum servivano per eleggere 386 deputati, quindi funzionano anche per la nuova Camera ridotta nei numeri. E per i 200 seggi del nuovo Senato il metodo non cambia: quattro vanno ai senatori eletti all’estero, uno alla Val d’Aosta e i restanti 195 sono distribuiti ai partiti che nel resto d’Italia superano il 5 per cento.

Cos’è il diritto di tribuna

Nel Germanicum si parla di “diritto di tribuna”, che prevede che i partiti più piccoli possano ottenere comunque seggi così da aggirare la soglia di sbarramento. Si stabilisc, in pratica,  che il partito che non supera il 5 per cento nazionale, ma ottiene questa percentuale in 3 circoscrizioni in 2 Regioni, possa comunque avere rappresentanti in Parlamento.

Il diritto di tribuna della proposta depositata dal deputato Brescia si ispira al modello tedesco, ma il sistema di assegnazione è diverso, dato che in Germania esistono collegi uninominali e il numero dei Parlamentari è variabile e non fisso come in Italia. E allora come funziona fuori dalla Sassonia? In Germania chi non supera il 5 per cento, ma vince anche un solo Bezirk (un distretto) ha comunque quel seggio (o più di uno) nel Bundestag. Per i tedeschi, va sottolineato, il diritto di tribuna non riguarda le minoranze linguistiche.

Preferenze e listini

Le preferenze non sono citate nel testo. I listini bloccati del Rosatellum non vengono modificati nel ddl proposto da Brescia. La maggioranza è concorde sul fatto che i due temi, listini e preferenze, saranno oggetto di un successivo intervento.

Lo stesso Brescia spiega che si tratta per ora di un “un testo semplice per far partire il dibattito parlamentare” da alcuni chiari punti:

1. L’abolizione dei collegi uninominali
2. Un impianto proporzionale
3. La soglia di sbarramento nazionale al 5 per cento
4. La previsione di un diritto di tribuna”.

Il presidente della commissione tiene a precisare: “Si parte da un metodo diverso rispetto al passato: no a riforme elettorali di fine legislatura condizionate da interessi di parte, sì a un confronto trasparente e sincero con le opposizioni”.

Slitta il referendum sul taglio dei parlamentari: mancano le firme

Intanto, slitta l’appuntamento del deposito in Cassazione del quesito referendario contro il taglio dei parlamentari, perché mancano le 64 firme dei senatori necessarie.

Quattro senatori hanno ritirato le loro firme dalla richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari: il deposito in Cassazione, dunque, al momento slitta.

Secondo quanto dichiarato dall’Ansa, i 4 senatori sarebbero tutti di Forza Italia, appartenenti all’area vicina a Mara Carfagna e guidati da Massimo Mallegni.

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