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Gli eredi del fondatore dell’Eni contro il governo di Giorgia Meloni: “Non chiamatelo Piano Mattei”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Pietro Mattei, nipote di Enrico, ha diffidato l'esecutivo dall’uso del cognome di famiglia

Pietro Mattei, uno dei nipoti del fondatore dell’Eni, ha inviato una pec a Palazzo Chigi per chiedere la “diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto 
‘Piano Mattei’”, il progetto con cui il governo Meloni punta a rilanciare i rapporti tra Italia e Africa. Secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, l’erede di Enrico Mattei avrebbe minacciato una “causa, civile e penale” poiché l’uso del nome sarebbe, secondo il nipote del fondatore dell’Eni, “finalizzato a scopi di propaganda”. Negli anni Cinquanta, Enrico Mattei cercò di garantire all’Italia maggiore autonomia energetica, sfidando i grandi cartelli petroliferi internazionali.

“Il contrario di quello che sta facendo Meloni” afferma Pietro Mattei. “All’inizio ho detto ‘vediamo che fanno’. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull’immigrazione, sui costi dell’energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?”.

Secondo il nipote di Enrico Mattei, il governo Meloni anziché perseguire “la sovranità energetica nazionale”, mostra “una marcata subordinazione agli interessi degli Usa”. L’erede di Mattei continua: “Meloni dice di essersi ispirata all’industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di ‘rapporto paritetico e non predatorio’ con l’Africa”. Ma per lui non è così: “Basta vedere come tratta i migranti” perché Mattei “selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell’Eni e li rimandava nei loro Paesi. Un approccio lontano dall’attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici”.

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