Me

Di Battista contro tutti: critica il governo Pd-M5S e attacca il premier Conte

L'attivista del Movimento 5 Stelle torna a far sentire la sua voce e ne ha per tutti: da Renzi al presidente del Consiglio

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 13:51
Immagine di copertina

Di Battista contro tutti: critica il governo Pd-M5S e attacca il premier Conte

Alessandro Di Battista torna a parlare del governo Pd-M5S e ne ha per tutti: dal premier Giuseppe Conte, che attacca apertamente, a Matteo Renzi, sino al Partito Democratico, di cui non bisogna fidarsi per almeno 8 motivi che elenca su Facebook.

L’attivista ed ex deputato del M5S ha scritto un post sul suo profilo per spiegare cosa pensa dell’attuale situazione politica italiana e del Conte bis, nato dopo la crisi di governo, che ha portato alla caduta dell’esecutivo gialloverde.

Le ultime notizie sul governo

“Sono sempre stato contrario ad un governo con il Pd. Non è un segreto. Ho sempre reputato il Pd il partito del sistema per eccellenza, quindi il più pericoloso” scrive Di Battista sul social.

“Sono stati soprattutto gli uomini e le donne del Pd a svendere i gioielli di Stato ai loro amici. Io reputo il Pd il partito più ipocrita d’Europa. Ed io che ho molti difetti ma non sono ipocrita vi dico che nelle ultime 48 ore è accaduto tutto ciò che temevo sarebbe accaduto”.

“Prima Renzi ha formato i suoi gruppi parlamentari (stando attento, sia chiaro, a lasciare ancora qualche suo “palo” nel Pd) – continua Di Battista – poi il Partito Unico Lega-Forza Italia-PD-FDI ha salvato l’ennesimo deputato votando contro una richiesta d’arresto da parte dei giudici di Milano dopo aver votato NO persino sull’utilizzo di intercettazioni contro di lui”.

“Davvero tutto questo vi sorprende? Io capisco l’indignazione, ma lo stupore proprio no. Leggo in rete lamentele sulla scelta di ministri e sottosegretari. Perdonatemi ma chi pensavate che il Pd avrebbe mai messo, Mandela, Kennedy, Allende?”.

Alessandro Di Battista, poi, attacca il presidente del Consiglio Conte. “Leggo anche che il Premier a Palazzo Chigi sia rimasto allibito per la scelta di Renzi e che abbia pronunciato questa frase: “Me lo doveva dire prima, Renzi vuole solo potere e nomine”. Buongiorno Presidente!!!“.

“Diamine, io Renzi l’ho preso di petto (contribuendo insieme ad altri al suo declino) quando veniva descritto come De Gaulle perché non l’ho mai sopravvalutato, ma non l’ho neppure mai sottovalutato”.

Alessandro Di Battista, comunque, prende atto che “ad ogni modo il Governo Pd-M5S c’è e ai miei ex-colleghi, ai quali voglio bene anche quando non sono d’accordo con loro dico: non vi fidate”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

L’ex deputato, dunque, elenca otto motivi per cui il Movimento 5 Stelle non dovrebbe fidarsi del Partito Democratico.

Prima di tutto, Di Battista inviata a “non fidarsi del “Pd derenzizzato, ripeto, Renzi ci ha lasciato dentro decine di “pali””. Poi, non bisogna fidarsi dei giornali che vogliono “la normalizzazione del Movimento”.

“Non vi fidate delle smielate parole di Franceschini – continua Di Battista – Franceschini vuole fare il Presidente della Repubblica e sta già in campagna elettorale parlamentare”. Sul capitolo concessioni autostradali, invece, secondo Di Battista quelle del Pd sono “false aperture sulla revoca delle concessioni ai Benetton. Salvini non ha voluto togliergli le concessioni per codardia e pavidità, il PD cercherà di non farlo per contiguità”.

“Non vi fidate dell’Europa in cambio di un po’ di flessibilità in più chiederanno all’Italia le ultime chiavi di casa rimaste e non vi fidate della Lagarde, chiedete ai disgraziati greci e argentini ciò che ha fatto”.

“Non vi fidate delle notizie che arrivano dal Medio Oriente, al contrario lavorate per la Pace”, mentre l’ultimo punto della lista è dedicato ai “nuovi ambientalisti”, di cui non bisogna fidarsi.

“Io, da fuori, farò le mie battaglie. Lo dico fin da subito. Non voglio destabilizzare nulla e nessuno, voglio solo esprimere le mie idee e sono sempre le stesse” conclude l’esponente cinque Stelle nel suo post.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Il sindaco di Bibbiano querela chi lo ha insultato, tra cui Di Maio