Covid ultime 24h
casi +28.352
deceduti +827
tamponi +222.803
terapie intensive -64

Chi è Diego Sozzani e per cosa è indagato

Il deputato di Forza Italia per cui oggi la Camera ha votato il "no" agli arresti domiciliari è indagato per finanziamento illecito ai partiti e corruzione

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 18 Set. 2019 alle 18:41
0
Immagine di copertina
Diego Sozzani

Chi è Diego Sozzani e per cosa è indagato

Chi è Diego Sozzani, il deputato di Forza Italia per cui oggi la Camera ha votato il “no” agli arresti domiciliari. È coinvolto nell’inchiesta della Dda di Milano denominata “Mensa dei poveri” ed è indagato per finanziamento illecito ai partiti e corruzione.

Sozzani è stato presidente della Provincia di Novara e consigliere regionale in Piemonte, dove era vicecoordinatore del partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia.

Al centro dell’inchiesta sul parlamentare ci sarebbero diecimila euro di finanziamento illecito che nella campagna elettorale del 4 marzo 2018 l’allora consigliere regionale piemontese, candidato alle elezioni politiche nella lista “Forza Italia-Berlusconi presidente”, avrebbe avuto da Daniele D’Alfonso, imprenditore milanese della Ecol-Service, azienda operante nel settore rifiuti e bonifiche ambientali. anhce D’Alfonso è finito in manette nell’ambito della stessa inchiesta.

Il reato si sarebbe compiuto attraverso il pagamento di una fattura per operazioni inesistenti emessa da una compiacente società milanese (E.s.t.r.o. Ingegneria srl) in cambio di 2.500 euro di commissione e attraverso la consegna, poi, in contanti, del denaro a un altro intermediario. Si tratta di Mauro Tolbar, uomo di fiducia dello studio “Greenline” dei fratelli Sozzani a Novara, anche lui arrestato.

Sozzani, il voto alla Camera spacca Pd e M5s

La proclamazione del risultato della votazione, con il no agli arresti domiciliari per Diego Sozzani indagato nell’inchiesta “mensa dei poveri”, è stata salutata da un fragoroso applauso dai banchi del centrodestra. Mentre tra i banchi del M5s ci sono stati momenti di tensione: Pd e M5s, infatti, insieme al governo, si sono spaccati al momento del voto segreto. Entrambe le forze politiche, tra l’altro, in sede di giunta, si erano espresse a favore dell’arresto.

Al termine della votazione a scrutinio segreto, dopo il risultato che ha diviso per la prima volta le due forza politiche che sostengono il Conte bis, c’è stato un lungo colloquio in Transatlantico tra i capigruppo M5s e Pd, Francesco D’Uva e Graziano Delrio.

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.