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Fassina a TPI: “Sul Mes ha ragione Conte, anche Gualtieri oggi è contrario: è rischioso”

Intervista al deputato di Liberi e Uguali: "Il Mes serve a consolidare gli equilibri nel Pd e a ridefinire la maggioranza. Ma non esistono ragioni economiche per attivarlo, il Servizio Sanitario Nazionale ha avuto tutte le risorse che ha richiesto e ci sono decine di miliardi di fondi non spesi. In più c'è l'intervento della Bce. Il ministro Gualtieri era a favore del Mes, ma adesso si è convinto che prenderlo creerebbe un danno alla nostra reputazione sui mercati"

Di Luca Telese
Pubblicato il 20 Ott. 2020 alle 13:19 Aggiornato il 20 Ott. 2020 alle 13:20
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Immagine di copertina
Stefano Fassina, deputato di Leu. Credit: ANSA

Onorevole Fassina, da due giorni si discute sulle parole di Conte sul Mes: arrivano molte critiche, ma lei ha espresso soddisfazione. Come mai?
Si, ringrazio il presidente Conte per quelle parole, ma non certo per un gioco da tifo da stadio: perché sono le cose giuste dette al momento giusto.
Provi a spiegare perché.
Per diversi motivi. Comincio dal primo: non tutti se ne rendono conto, ma dietro la questione del Mes c’è il tema del “vincolo esterno”.

Hanno detto e ripetuto in ogni salsa che il Mes non comporta vincoli.
Non so come ripeterlo. Non è vero. Tutti i trattati sono rimasti in vigore.
Ma perché – se è come dice lei – una parte della classe dirigente italiana dovrebbe desiderare un vincolo esterno?
È una storia lunga. È una lettura che risale a Guido Carli, per cui il vincolo dell’Ue sarebbe l’unica cura possibile rispetto agli “istinti animali della società italiana” e alle sue classi dirigenti e al loro deficit di liberismo.
Addirittura.
Questa è la risposta alta, e sofisticata. Se invece ne vuole una terra-terra, è questa: il voto sul Mes, nella testa di molti, serve a consolidare gli equilibri nel Pd e a ridefinire la maggioranza. Normalizza l’anomalia M5S nell’alleanza giallorossa, dà più peso a Italia Viva e alla destra berlusconiana, che oggi sono nell’angolo. Rimescola le carte.

Andiamo nel merito.
Conte ha fatto benissimo, domenica, a spiegare che il Mes sanitario è insensato. Molti pensano: usiamo quei soldi per fare degli investimenti in più, necessari per l’emergenza.
E non è così?
Non esistono ragioni economiche per attivarlo.
Secondo lei perché?
Il Servizio Sanitario Nazionale ha avuto tutte le risorse che ha richiesto, sin dall’inizio della pandemia. Il problema è che abbiamo colpito per decenni le pubbliche amministrazioni e i tempi di attuazione delle scelte politiche sono lunghi. E poi non ci pentiremo mai abbastanza della revisione del Titolo V della Costituzione e dei poteri attribuiti alle Regioni sul Servizio Sanitario Nazionale.

Ci sono i soldi ma non si sanno spendere?
I numeri parlano chiaro: altri 4 miliardi sono previsti del Disegno di Legge di Bilancio appena approvato dal Consiglio dei ministri. E nel conto di tesoreria del Mef ci sono già decine di miliardi di risorse non spese.
Mi faccia un esempio.
Ho ricordato in questi giorni che ci sono ancora 6 miliardi fermi su un programma, rifinanziato nel 2018 e 2019, per interventi di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico.
E poi?
Ci sono fondi per potenziare le Rsa. Non utilizzati. Usiamo quelli che abbiamo, dunque, prima di farci imporre il falso problema di procurarcene altri.

Lei condivide l’argomentazione di Conte che, se servono fondi, meglio ricorrere ai titoli di Stato?
Ma è ovvio: possiamo collocare Btp addirittura a tassi negativi. I prestiti del Mes sanitario sono inferiori perché il credito è privilegiato, ossia avrebbe la precedenza nel rimborso in caso di difficoltà.
Lo chiariamo anche per i profani?
I risparmiatori ti pagano per prestarti i soldi.
E questo come lo spiega, trattandosi di un meccanismo di mercato?
È il riconoscimento che tu stai facendo debito non per una follia da cicala, ma perché sei in emergenza. E che lo stai facendo esattamente come gli altri paesi europei.

Però la condizione perché questo continui è che i tassi restino bassi.
Ma questo è certo. La Bce lo spiega in tutte le salse, prima ancora con i fatti che con le parole, acquistando centinaia di miliardi euro di titoli di stato italiani e non. È surreale che si discuta di un prestito di 37 miliardi quando soltanto quest’anno la Bce compra 210 miliardi di nostri Btp e circa 150 è la previsione d’acquisto per l’anno prossimo. Segnalo che gli interessi che paghiamo su tali acquisti tornano al Tesoro come utili della Banca d’Italia.
E questo perché?
Perché la ricetta della Lagarde e del suo board è l’unica possibile: gli Stati devono fare una politica di bilancio espansiva, proprio per rispondere – con l’aumento degli investimenti, con il sostegno ai redditi dei lavoratori e delle famiglie e alla liquidità delle imprese – al collasso dell’economia reale e alla paralizzante incertezza determinata dal Covid. Ed in questo momento è una politica giusta, ovviamente. Per me l’unica possibile.

Quindi questi tassi negativi…
Sono frutto in primo luogo dell’intervento della Bce. La sussistenza è garantita: al contrario di quello che si vuole far credere non abbiamo problemi di finanziamento per il nostro debito.
Rispondiamo ancora una volta all’argomentazione di chi dice: “Perché no?”
Basterebbe guardarsi intorno. In questi mesi, nessuno degli altri 16 paesi europei che ha chiesto Sure, il finanziamento per i redditi ai disoccupati, ha fatto ricorso al Mes né prevede di ricorrervi.

Perché non ne hanno bisogno.
Non ne hanno bisogno perché, come noi, ricevono dalla Bce quanto dovuto. Vede, tutti i commentatori dell’establishment in Italia scrivevano e dicevano: ora lo prende la Spagna, ora lo prende il Portogallo, e poi lo prenderemo anche noi.
E poi?
Non lo ha fatto nessuno. La Spagna, addirittura, con una scelta che dimostra l’autonomia culturale della sinistra – Psoe e Unidas Podemos – giustamente rinuncia ai prestiti del Recovery Fund e si limita a utilizzare i finanziamenti a fondo perduto. Ripeto: siccome i tassi di interesse resteranno bassi per anni, è ovvio. Quindi: perché volersi ulteriormente legare le mani con il Mes? È irresponsabile indebolire la nazione per un regolamento di conti dentro il Pd e nella maggioranza.

Non c’è beneficio secondo lei?
La Spagna non lo ha fatto. Il Portogallo non lo ha fatto, la Francia non lo ha fatto. Non lo fanno neanche la Grecia e Cipro. Ma saranno tutti scemi?
Però noi siamo il paese con il debito più alto, rispetto agli altri.
Beh, questa è una argomentazione anti-Mes, perché – come dice Conte – il Mes è ulteriore debito. Se non vuoi debito non devi prenderlo.

Ci sarà qualcuno del fronte pro-Mes che le instilla un dubbio…
Casomai è il contrario: Gualtieri era a favore del Mes, all’inizio, e adesso si è convinto che la politica monetaria della Bce deve rimanere e rimarrà accomodante, e che non serve.
Secondo lei perché?
Ha capito che prendere il Mes creerebbe un danno alla nostra reputazione sui mercati. Quindi un eventuale vantaggio potrebbe essere azzerato, per esempio, anche da una piccola crescita dello spread.

E se la politica della Bce cambiasse?
Lei sta dando per scontato quello che non può essere certo. Se la politica monetaria della Bce cambiasse in senso restrittivo, non salterebbe soltanto l’Italia: salterebbe tutta l’Eurozona, il cui debito medio è arrivato oltre il 100% del Pil. Quindi, non cambierà perché la Germania in primis vuole preservare i grandi benefici che ha con la moneta unica. Inoltre, le ribalto l’argomentazione: in uno scenario di tassi in aumento, se hai 2.700 miliardi di debito, pensi che 36 miliardi a tassi leggermente più bassi possano cambiare qualcosa? Sono noccioline, rispetto allo stock del nostro debito.

Spieghiamolo meglio.
Il Mes è troppo piccolo per l’incidenza che può avere sui nostri conti, ma è anche troppo grande per i vincoli che ci impone. Per questo, se sei l’unico che ci ricorre, è come se stessi segnalando una tua difficoltà di accedere ai mercati.
E allora perché la campagna pro Mes è così forte?
Bisognerebbe chiederlo ai suoi propagandisti. Segnalo qualche paradosso, nella qualità dei contendenti.
Di che tipo?
(Sorriso). Il sindaco di Pesaro spiega al ministro dell’Economia, già presidente della Commissione Affari Economici del Parlamento europeo, perché deve prendere il Mes: mi sembra una delle tante follie italiane.

Si dice: il Mes Sanitario non ha condizionalità all’accesso, e che è gratis.
Ed è una balla. Invece, con lo statuto e con regolamenti Ue attualmente in vigore, le condizionalità sono previste dopo l’accesso, in conseguenza di una valutazione di solvibilità del debitore.
E la nostra valutazione di solvibilità sarebbe di certo negativa?
Lei che ne dice? Quando sei un paese che ha una zavorra da 160% del Pil di debito pubblico, in uno scenario a inflazione zero, sei oggettivamente a rischio di un programma di aggiustamento macroeconomico e strutturale.
Questo in ogni caso.
Senza dubbio, per cui ricorrere al Mes sanitario diventa autolesionistico. E questa è anche la spiegazione definitiva di quel che abbiamo detto prima. Nessuno degli Stati ci fa ricorso: anche quelli che avrebbero risparmi in termini di spesa per interessi, rispetto ai modi ordinari. Quindi mi chiedo: perché farsi male da soli?

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