Guerra in Siria, il Senato approva lo stop all’export di armi italiane verso la Turchia

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 30 Ott. 2019 alle 13:28 Aggiornato il 18 Nov. 2019 alle 14:00
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Export armi dall’Italia verso la Turchia: il Senato approva lo stop

L’aula del Senato ha approvato con 149 sì, 16 no e 93 astensioni la mozione della maggioranza che impegna il governo al cessate il fuoco in Siria “anche dopo la tregua pattuita”, “a condannare fermamente nuove iniziative unilaterali della Turchia”, oltre a spingere l’Onu per l’invio di una forza multilaterale di interposizione, su mandato Onu in accordo con Russia e Turchia, e a confermare l'”immediata sospensione delle esportazioni di armi”. Respinte le quattro altre mozioni.

L’impegno dell’Italia contro l’offensiva turca

L’Italia ha disposto il rientro dei soldati impegnati nel Sud della Turchia nella missione Active Fence, comunicandolo alla Nato. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nella sua informativa sulla Siria in Senato, spiegando che “conflitti sanguinosi come quello in Siria non possano essere risolti ricorrendo a un uso di forza ulteriore”.

Di Maio sottolinea che “abbiamo denunciato da subito che l’offensiva della Turchia rischia di compromettere gli sforzi compiuti nell’azione anti-Daesh e di pregiudicare i risultati ottenuti dalla coalizione in questi anni nell’eliminare la minaccia del califfato”.

Il pericolo Isis

A proposito del pericolo Isis, Di Maio ha chiarito che “la morte di Al Baghdadi è un passo in avanti per neutralizzare la minaccia terroristica, che resta comunque molto grave e attuale”.   Alle forze curde invece “va tutta la nostra riconoscenza. Abbiamo intensificato il dialogo con i nostri partner per richiamare la responsabilità di tutti i paesi coinvolti nella lotta al terrorismo”.

Il ministro degli Esteri ha assicurato che “l’Italia continuerà a dare assistenza umanitaria in tutta la Siria, riteniamo fondamentale mantenere il dialogo con il governo turco per favorire una descalation basandoci sul lavoro della diplomazia”.

“Questa aggressione della Turchia sta destabilizzando l’area – continua il leader pentastellato – e mette a rischio la sicurezza non solo dell’Italia ma di tutta l’Europa, perché i foreign fighters che sono su quel territorio, che sono stati combattuti dal popolo curdo a cui va tutta la nostra riconoscenza e gratitudine, sono a rischio di tornare in libertà o in alcuni casi lo sono gia’ perche’ erano in alcune carceri gestite proprio dal popolo curdo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella replica dopo l’informativa in Senato sulla situazione in Siria.

Export armi Italia-Turchia, parla Di Maio

Sul blocco dell’export degli armamenti dall’Italia verso la Turchia, secondo Di Maio, “dal punto di vista formale abbiamo bisogno che gli organi internazionali dichiarino che Turchia e Siria sono in conflitto, non stiamo temporeggiando. Dobbiamo trovare la strada migliore per far reggere il provvedimento, che è amministrativo e si presta a ricorsi. Per me quella turca è un’aggressione ingiustificata che non ha nessun fondamento, lo voglio dire chiaramente”.

“Siamo stati tra i primi Paesi a chiedere” il blocco, aggiunge. “Ma prima di muoverci abbiamo chiesto che lo facessero anche tutti gli altri. Non possiamo pensare in questo momento gli Stati membri UE si muovano in maniera autonoma”, conclude.

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