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Elezioni regionali in Emilia-Romagna, lo studio: “Il vero motivo della sconfitta di Lega e Salvini”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 29 Gen. 2020 alle 08:21 Aggiornato il 29 Gen. 2020 alle 09:55
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Elezioni regionali Emilia-Romagna, i motivi della sconfitta di Lega e Salvini

Le elezioni regionali in Emilia-Romagna, con la vittoria del Pd e del governatore uscente Stefano Bonaccini, provocano scossoni e soprattutto chiedono riflessioni in seno alla Lega: anche PoliticalData, società di consulenza e analisi politica, ha provato in uno studio a ricostruire le cause della sconfitta di Lucia Borgonzoni, nonostante la spinta del leader leghista Matteo Salvini.

Il risultato dello studio si discosta dalle prime ricostruzioni fatte a caldo da analisti e uomini di partito. Se per alcuni, infatti, la causa principale è stata l’eccessiva debolezza della Borgonzoni, totalmente oscurata in campagna elettorale dall’ingombrante ombra di Salvini, secondo PoliticalData le vere cause della debacle della Lega sono altrove. E hanno a che fare con una pianificazione politica che non ha tenuto conto della “fama” locale dei vari candidati al Consiglio regionale.

“La scarsa conoscibilità di tutti i candidati al Consiglio regionale – si legge infatti nell’analisi – potrebbe essere stata una delle possibili cause della sconfitta del centrodestra”. In molti casi, dunque, gli elettori dell’Emilia-Romagna non conoscevano i nomi inseriti nelle liste della Lega. E, nonostante potessero esprimere due preferenze, alla fine hanno scritto sulla scheda elettorale un solo nome. L’unico, probabilmente, che conoscevano davvero.

“Secondo i dati forniti – spiega infatti PoliticalData – gli elettori emiliano-romagnoli, che potevano esprimere fino a due preferenze, si sono avvalsi di questa facoltà nel 13,5 per cento dei casi. Ben al di sopra di questa soglia la coalizione di centrosinistra col 17,2 per cento, ben al di sotto il centrodestra col 10,4. Ad impressionare è soprattutto il gap tra le prime due liste: il Pd arriva al 15,9 per cento mentre la Lega si ferma all’8,7″.

Un’ulteriore conferma, secondo lo studio, è nel fatto che “il centrosinistra ha sicuramente beneficiato dell’exploit della lista Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista Progressista, trainata da Elly Schlein, e di una costanza di rendimento del Pd in tutte le province, comprese quelle in cui ha ottenuto risultati più bassi, superando nettamente la Lega anche a Ferrara (12,4 contro 5,2) e a Piacenza (21,8 contro 15,2). Segno che il voto leghista è prevalentemente di opinione, mentre ancora modesta è la capacità di mobilitazione da parte dei candidati”.

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