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Riaperture 18 maggio, cosa prevede il decreto del Governo Conte

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 16 Mag. 2020 alle 07:49 Aggiornato il 16 Mag. 2020 alle 14:37
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Immagine di copertina

Decreto riaperture 18 maggio, cosa prevede: visite amici, spostamenti, bar

E’ una “nuova” Fase 2 della lotta al Coronavirus quella che inizierà lunedì 18 maggio: il Governo, dopo settimane di analisi, confronti con gli scienziati e anche qualche polemica, ha finalmente emanato il decreto sulle riaperture delle attività che non avevano ancora alzato la saracinesca dopo il lockdown. L’attenzione di tutta Italia, infatti, si concentra soprattutto sull’apertura di bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e negozi di abbigliamento. Attività che, anche se non indistintamente in tutte le Regioni, potranno riaprire dal 18 maggio. Ci sarà invece ancora da aspettare per piscine e palestre, come anche per gli spostamenti tra Regioni diverse che al momento, utilizzando le parole del premier Giuseppe Conte, sono “congelati” su richiesta degli stessi enti locali. Importanti novità, infine, sono in arrivo per le visite agli amici e sull’autocertificazione.

Ma cosa prevede il nuovo decreto del Governo (che per la prima volta dall’inizio della pandemia ha deciso di non utilizzare lo strumento del Dpcm) sulle riaperture? Ci sarà ancora bisogno dell’autocertificazione? Si potrà andare a far visita anche agli amici? E quali sono le linee guida per l’apertura di bar, ristoranti e parrucchieri? Di seguito, tutte le risposte. (Qui il testo dell’accordo governo-regioni).

Apertura bar, ristoranti, parrucchieri e palestre: le date, regione per regione

L’autocertificazione

Niente obbligo di autocertificazione per gli spostamenti all’interno della stessa Regione dal 18 maggio 2020. Queste le novità dell’ultimo decreto Conte approvate nella notte del 15 maggio e che saranno in vigore da lunedì. Addio dunque alle spesso contestate autocertificazioni, che andranno portate con sé soltanto per uscire fuori dalla propria Regione di residenza.

Decreto 18 maggio | Spostamenti tra Regioni

Come già anticipato nei giorni scorsi dallo stesso premier Conte, gli spostamenti tra Regioni diverse continuano a non essere consentiti. Dal 18 maggio, dunque, nulla cambia da questo punto di vista: non è possibile andare da una Regione all’altra se non per comprovate esigenze lavorative, di urgenza o per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Gli spostamenti interregionali saranno possibili, secondo il testo, a partire dal 3 giugno. Dopo il 2 giugno, infatti, sarà possibilelimitare gli spostamenti tra regioni “solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”.

Decreto 18 maggio | Far visita agli amici

Dal 18 maggio, inoltre, cade il limite delle visite agli ormai famosi “congiunti”: da lunedì infatti si potranno rivedere anche gli amici, quindi non solo parenti e affetti stabili. La norma, contenuta nel decreto sulle riaperture varato oggi dal governo Conte, punta anche a garantire la possibilità di andare nei bar e nei ristoranti non soltanto con i propri parenti o conviventi, ma anche con gli amici. Una garanzia anche per la ripresa economica delle attività: se infatti fosse stato possibile andare in questi posti solo tra congiunti, la platea di potenziali clienti per bar e ristoranti si sarebbe molto ristretta.

Bar e ristoranti

Colazione e cena fuori. La distanza da rispettare è 1 metro.
Il decreto Conte prevede la ripartenza di tutte le attività economiche e produttive “a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale”. Dunque anche per bar e ristoranti la data di riapertura, fatta salva la possibilità per le Regioni di adottare provvedimenti restrittivi rispetto alle prescrizioni dell’esecutivo, è quella del 18 maggio.

Decreto riaperture 18 maggio | Parrucchieri e centri estetici

Stesso discorso dei bar e ristoranti c’è anche per parrucchieri centri estetici. Il Governo, nel decreto, concede il via libera a tutte le attività economiche finora chiuse, sempre subordinando la riapertura al rispetto delle linee guida e di tutti gli accorgimenti per evitare la diffusione dei contagi da Coronavirus. Il 18 maggio, quindi, in molte Regioni italiane rialzeranno le saracinesche anche queste attività, per le quali – a causa del contatto diretto con il cliente – le linee guida saranno particolarmente stringenti.

Negozi di abbigliamento

Come in tutti i negozi, tutti a distanza di un metro e con la mascherina. Inoltre a tutti dovranno essere forniti guanti per toccare i vestiti da provare.

Palestre e piscine

Riapertura da lunedi 25 con barriere negli spogliatoi.
Le palestre, promette il ministro dello Sport Spadafora, riapriranno dal 25 maggio. Gli spazi dovranno essere riorganizzati garantendo la distanza di un metro tra le persone in attesa e di due metri durante l’allenamento. Postazioni separate da barriere negli spogliatoi e macchine sanificate. Per le piscine la densità di affollamento in vasca è stata calcolata con un indice di sette metri quadri a persona. Prima di entrare in acqua è obbligatoria una doccia con acqua e sapone. Controlli dei parametri di cloro ogni due ore

Religione

Riaprono chiese e sinagoghe. La moschea di Roma aspetta.
Da lunedì il ritorno delle messe nelle chiese con misure molto rigide di distanziamento sociale approvate nel protocollo sottoscritto dalla Cei con il Viminale e poi esteso a tutte le altre confessioni. Officianti e fedeli con mascherina, posti ridotti e a distanza, comunione data nelle mani, niente scambio del segno della pace, sanificazione prima e dopo ogni cerimonia. Riaprono anche sinagoghe e moschee anche se la grande moschea di Roma almeno per tutto maggio rimarrà ancora chiusa.

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