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Nuovo Dpcm, Speranza in Senato: “Non ci sono le condizioni per allentare le misure”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 24 Feb. 2021 alle 13:42 Aggiornato il 24 Feb. 2021 alle 15:37
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Immagine di copertina

Nuove misure anti-Covid: l’informativa di Speranza in Parlamento

Dopo il vertice di ieri tra governo e Cts, l’esecutivo lavora al nuovo decreto per contenere la terza ondata di Coronavirus: il ministro della Salute Roberto Speranza ne illustra le principali misure oggi, mercoledì 24 febbraio, in Parlamento. Alle 13.30 in diretta dall’Aula del Senato, poi gli stessi provvedimenti saranno annunciati alla Camera nel pomeriggio.

In linea con le richieste avanzate dai partiti che si trovavano all’opposizione durante il Conte bis, il governo ha deciso di discutere ogni nuovo Dpcm con le Camere. La decisione definitiva, comunque, sarà presa venerdì prossimo, 26 febbraio, alla luce dei dati di monitoraggio settimanale analizzati dalla cabina di regia. Le regole entreranno in vigore a partire dal 5 marzo, allo scadere dell’ultimo Dpcm.

Il discorso di Speranza al Senato

Non ci sono le condizioni per abbassare le misure. “I ritardi di alcune forniture dei vaccini – ha detto il ministro Speranza – che pure ci sono, non cambieranno l’esito della partita: il Covid è destinato a essere arginato. Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel. Ma bisogna essere chiari: in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia”.

La verità è un obbligo. “Dire a verità al Paese sulla pandemia è un obbligo – ha continuato Speranza – Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti. Questo dibattito è importante e siamo in una situazione politica nuova. Ringrazio il presidente Mattarella. Il premier ha detto che l’unità non è un’opzione ma un dovere. Ho sempre auspicato un’unità nazionale contro l’emergenza. Non c’è strada diversa da unità”.

Serve unità nazionale. Secondo il ministro per la Salute, “Siamo di fronte a un nemico incredibilmente forte. Non c’è un’altra strada diversa dall’unità per affrontare l’emergenza più grande del dopoguerra. Siamo all’ultimo miglio, un passaggio delicato e decisivo per vincere finalmente la battaglia. Adesso serve uno sforzo unitario, una leale collaborazione a Roma e con tutte le Regioni”.

Peggiora l’Rt. “L’indice Rt – ha aggiunto Speranza – si avvia con le misure attualmente in vigore a superare la soglia di 1, e i tecnici ci spiegano che con Rt sopra 1 il numero di casi aumenta costantemente in modo significativo, il che potrebbe portare al sovraccarico dei servizi sanitari. Per questo dobbiamo essere particolarmente prudenti, tanto più con le varianti che sono più contagiose e pericolose”.

Diffusione delle varianti preoccupa. “Con maggiore velocità – spiega Speranza – la diffusione della variante inglese rende indispensabile alzare il livello di guardia. E’ ancora possibile contenerne la diffusione purché vengano applicate misure molto rigorose, che chirurgicamente possono ridurre i focolai”.

Gli investimenti sui vaccini. “E’ decisiva – ha concluso il ministro Speranza – per l’accelerazione della campagna la consegna puntuale delle dosi. L’Italia non si rassegna alla riduzione: sulla base dei contratti Ue dovremmo avere il 13 per cento delle dosi. Stiamo esercitando il massimo di pressione sulle aziende produttrici affinchè si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione di vaccini. Vanno perseguite tutte le soluzioni possibili, nessuna esclusa. Non regge l’idea della proprietà esclusiva dei brevetti. Il vaccino deve essere un bene comune, accessibile a tutti gli abitanti del pianeta, un diritto di tutti e non un previlegio di pochi. Inoltre dobbiamo continuare a investire per sostenere e sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, non per coltivare un’illusoria autosufficienza nazionale, ma per essere un partner sempre più autorevole a livello mondiale”.

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