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Il governatore Fontana insiste per riaprire: “Meglio 4 al ristorante di 24 in casa. La gente è esasperata”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 23 Feb. 2021 alle 11:15
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Immagine di copertina
Attilio Fontana. Credit: Ansa

Il governo Draghi è partito con il piede giusto? “Per quanto mi riguarda, sì. Il ministro Garavaglia, appena è stata annunciata la chiusura degli impianti di sci, è venuto qui a parlare con tutti i rappresentanti del turismo. La ministra Gelmini mi è sembrata molto aperta sui problemi che riguardano il nostro territorio”: il governatore Attilio Fontana, intervistato da Repubblica, utilizza parole di elogio per l’approccio dei ministri sul tema delle restrizioni anti-Covid. L’unico punto su cui insiste sono le riaperture:

“Lo ripeto da mesi. Rischiamo di essere sempre più vittime del virus. Continuiamo ad inseguirlo invece di cercare di anticiparlo. Ci sono alcuni comportamenti inaccettabili che ormai abbiamo capito che favoriscono il contagio. E giusto porre dei limiti generalizzati su quei comportamenti. Mentre si devono prendere provvedimenti mirati solo per circoscrivere alcuni focolai particolari”, afferma Fontana. “La Lombardia ora è in zona gialla e ci sono comunque delle limitazioni. Se esistono altre zone in cui l’andamento del contagio è preoccupante è giusto che si sappia in anticipo ogni settimana cosa si potrà fare”.

Fontana, come Salvini, rimarca una possibile riapertura serale dei ristoranti: “Non c’è nulla di male se si rispettano le regole e tutte le linee di condotta. Molto meglio quattro persone che cenano al ristorante sedute a un tavolo distanziate, che gli assembramenti che abbiamo visto domenica davanti allo stadio di San Siro o la sera fuori dai bar. La gente comincia ad essere esasperata. E poi finisce che magari a tavola a casa si trovano in ventiquattro. Meglio dare un po’ di libertà controllata che regole rigide che vengono violate senza che nessuno intervenga”.

La Lombardia si trova davanti al problema della Provincia di Brescia. Due ipotesi in campo, “l’istituzione della zona arancione in tutta la provincia con la chiusura delle scuole o in alternativa alcuni interventi localizzati in alcuni Comuni dove i dati sono più brutti”. Si valuterà “in base all’andamento delle varianti e su dati sostanziali”.

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