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Home » Politica

Coronavirus, “l’Italia paga la Cina”: The Spectator ‘svela’ il bluff delle mascherine donate. Ma il Governo smentisce: “Bufala”

Immagine di copertina
Il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente cinese Xi Jinping

Il magazine britannico cita un funzionario dell'amministrazione Trump: "Nei mesi scorsi l'Italia ha donato materiale sanitario alla Cina. Ora che la pandemia è divampata in Italia, Pechino ha rispedito a Roma quello stesso materiale, spacciandolo per una donazione, e per giunta facendosi pagare". Il Governo italiano: "Fake news senza precedenti"

Coronavirus: Italia-Cina, bluff mascherine. Per il Governo la rivelazione del The Spectator è una bufala

Le mascherine e gli altri materiali sanitari donati dalla Cina all’Italia per l’emergenza Coronavirus non sono in realtà un dono. Al contrario, l’Italia ha pagato per la fornitura. E non solo: quel materiale è lo stesso che nei mesi scorsi – quando la pandemia era affare quasi esclusivamente cinese – l’Italia aveva inviato a Pechino a titolo, quella volta sì, gratuito. La rivelazione, che avrebbe del clamoroso, arriva dall’edizione statunitense del magazine britannico The Spectator, che cita come fonte un funzionario dell’amministrazione Usa guidata dal presidente Donald Trump. Ma il Governo italiano la demolisce subito: “Bufala senza precedenti”.

Leggi anche: Esclusivo TPI: “Cari italiani non illudetevi, la solidarietà della Cina è solo propaganda per esercitare un’influenza politica”. Parla Joshua Wong, leader delle proteste di Hong Kong

 

 

Ma veniamo all’articolo del The Spectator. “La Cina ha costretto l’Italia a riacquistare la fornitura di dispositivi di protezione individuale (Dpi) che l’Italia aveva donato alla Cina durante lo scoppio iniziale del Coronavirus”, si legge nel servizio, pubblicato sull’edizione di ieri, sabato 4 aprile, e firmato da Amber Athey, corrispondente a Washington del giornale. Come detto, si citano le parole di un funzionario Usa: “Prima che il virus colpisse l’Europa, l’Italia ha inviato tonnellate di Dpi in Cina per aiutare il Paese a proteggere la propria popolazione”, dice la fonte. “La Cina ha quindi rispedito i Dpi italiani in Italia, alcuni, nemmeno tutti … e li ha anche addebitati”. Prosegue il funzionario statunitense: “È davvero disgustoso che i funzionari cinesi ora affermino di essere loro quelli che aiutano gli italiani quando, in realtà, sono quelli che hanno contagiato tutti noi”.

In pratica, dunque, l’Italia avrebbe donato mascherine alla Cina. Pechino avrebbe poi rispedito a Roma lo stesso materiale, spacciandolo per un dono e, per giunta, facendoselo pagare. Si tratterebbe di una situazione quantomeno singolare. Da precisare che il The Spectator non è certo un giornale abituato a diffondere fake news. Si tratta infatti di uno dei magazine più famosi (e venduti) del Regno Unito: ha alle spalle una storia ultrabicentenaria ed è orientato su posizioni vicine alla destra conservatrice. Detto questo, tuttavia, il Governo italiano bolla la notizia come una colossale falsità. Oggi, 5 aprile, Palazzo Chigi smentisce la notizia e parla di “bufala senza precedenti”.

Leggi anche: 1. Esclusivo TPI: “Cari italiani non illudetevi, la solidarietà della Cina è solo propaganda per esercitare un’influenza politica”. Parla Joshua Wong, leader delle proteste di Hong Kong / 2. Coronavirus, l’Italia in balia della propaganda cinese: tra bot, stampa connivente e fake news / 3. Un mazzo di mascherine non cancella una dittatura: l’Italia non diventi portavoce del governo cinese (di E. Serafini)

4. ESCLUSIVO TPI: Una nota riservata dell’Iss rivela che il 2 marzo era stata chiesta la chiusura di Alzano Lombardo e Nembro. Cronaca di un’epidemia annunciata  / 5. Uno scudo penale per il Coronavirus: nel decreto Cura Italia spunta l’emendamento PD per sanare le responsabilità politiche

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