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Conte: “Ci saranno ulteriori misure, al lavoro per ritorno a scuola in presenza il 7 gennaio. Rimpasto? Se richieste ascolteremo e ci riuniremo”

“L'Ema potrebbe autorizzare il vaccino entro la fine dell'anno. Sarebbe bello avere un 'vaccine day' europeo, spero ai primi di gennaio”, ha dichiarato il premier

Di Anna Ditta
Pubblicato il 16 Dic. 2020 alle 21:28 Aggiornato il 17 Dic. 2020 alle 12:18
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Credit: Ansa

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha confermato che ci saranno ulteriori misure nei prossimi giorni per contrastare la pandemia di Covid-19 durante i giorni delle festività natalizie. “Stiamo lavorando in queste ore, c’è stata un’ulteriore interlocuzione col Cts, che ci ha consigliato qualche misura aggiuntiva. Dobbiamo evitare una terza ondata. Sicuramente faremo qualche intervento aggiuntivo”, ha detto il premier ad Accordi e Disaccordi, in onda stasera su Canale Nove.

Conte assicura che “c’è un grande lavoro per tornare nelle scuole il 7 gennaio in piena sicurezza e in presenza” e sottolinea che – secondo gli esperti – “non c’è la certezza ma la probabilità di una terza ondata”. Il premier spiega: “Stiamo lavorando per rinforzare il piano natalizio, per scongiurare la terza ondata e arrivare a gennaio in condizione di massima resilienza. Le misure stanno funzionando”. Poi l’auspicio: “L’Ema potrebbe autorizzare il vaccino entro la fine dell’anno. Sarebbe bello avere un ‘vaccine day’ europeo, spero ai primi di gennaio”.

Per quanto riguarda il confronto con gli alleati, Conte ha dichiarato: “Un governo non può andare avanti senza la fiducia di tutte le forze politiche di maggioranza. Se non ci fosse questo sostegno, è inutile sottolineare quali sarebbero le conseguenze”. Il rimpasto “può essere oggetto di confronto. Se ci sono richieste dalle forze politiche bisogna ascoltare e comprendere. Da parte mia c’è massima disponibilità a comprendere, dopo di che ci riuniremo e lo vedremo”.

Con Italia Viva, il partito guidato da Matteo Renzi, dopo le frizioni Conte dice: “domani ci confronteremo nel merito e vediamo se ci sono le condizioni per andare avanti più forti di prima”. “Italia Viva è un compagno di viaggio e in questo momento sta sollevando dei problemi, sta rivendicando delle posizioni politiche, delle petizioni. Domani mattina ci incontreremo, è importantissimo ritrovare coesione e unità di intenti. Non possiamo permetterci di proseguire senza piena condivisione”. Da parte del partito dell’ex premier, tuttavia, “porre condizioni da prendere o lasciare sarebbe sbagliato nel merito, vuol dire che non si può collaborare. Sarebbe una grave irresponsabilità fermarsi per un mancato chiarimento”.

“Una crisi credo che non farebbe bene non solo al Paese ma a tutto l’elettorato di M5s, del Pd e di Iv, che crede in un percorso comune. Quando si costruisce bisogna avere molta pazienza”, ha aggiunto Conte, che a una domanda su Mario Draghi, l’ex governatore della Bce che viene considerato come possibile presidente del Consiglio di un governo di larghe intese, risponde: “Lo chiamerò presto, è un po’ che non lo sento” e spiega di avere “visto il suo intervento al G30, che mi ha molto incuriosito e interessato”.

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