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Faro (M5S) a TPI: “Dialogo con il centrodestra è un buon segnale. Ma sul Mes diremo sempre No”

Di Fabio Salamida
Pubblicato il 26 Nov. 2020 alle 18:39
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Immagine di copertina
MariaLuisa Faro Credits: Facebook

Un ottimo segnale in questo momento di particolare difficoltà che sta attraversando il Paese. Auspico che questo clima di confronto e di dialogo possa accompagnare anche i prossimi, delicati passaggi che dovremo affrontare per uscire da questo periodo di emergenza”. Non ha nascosto la sua soddisfazione il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel commentare i voti delle due Camere sullo scostamento di bilancio. Nel centrodestra passa la linea di dialogo di Silvio Berlusconi e sono in molti a leggere questo passaggio come un ulteriore indebolimento della leadership già azzoppata di Matteo Salvini e uno stop alla “scalata” di Giorgia Meloni: entrambi, per non mostrare crepe e ritrovarsi in una condizione di isolamento, alla fine hanno dovuto cedere.

“Gli appelli all’unità del Presidente della Repubblica non potevano rimanere inascoltati – spiega a TPI Marialuisa Faro, deputata del Movimento 5 Stelle in Commissione Bilancio alla Camera e relatrice di maggioranza della Manovra 2021 – ed è sempre un buon segnale quando in Parlamento tutte le forze politiche convergono su misure di sostanza. Questo scostamento ci consentirà di finanziare ulteriori misure di sostegno all’economia. I prossimi passi, come diciamo da giorni, devono essere il congelamento della riscossione fiscale 2020 e il fondo perduto per partite Iva, autonomi e professionisti. Sono due punti imprescindibili”.

Nella maggioranza c’è chi vede un clima di “unità nazionale”, come il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha lodato apertamente Berlusconi. Questo “appoggio azzurro” non vi crea qualche imbarazzo?
“Forza Italia sta all’opposizione e il Movimento 5 Stelle fa parte della maggioranza. E su questo non bisogna fare confusione. Poi, se le opposizioni votano un singolo provvedimento nell’interesse generale è segno di consapevolezza sul momento che stiamo vivendo e che richiede unità di intenti, ma questo non significa in alcun modo che cambierà la maggioranza. Manca sia la volontà politica che la necessità di farlo”.
In queste settimane siete al lavoro sugli emendamenti al “Ristori TER” e prende forma la prossima finanziaria: sono previsti interventi a sostegno del welfare per 38 miliardi di euro. Quali saranno le priorità del Governo per far uscire l’Italia dalla crisi post-Covid?
“Oltre al sostegno immediato a professionisti e autonomi e allo stop fiscale, è fondamentale ampliare il fondo perduto anche alle attività formalmente aperte ma danneggiate dalle restrizioni. Ci sono molte imprese della filiera che fornivano beni e servizi ad aziende che hanno dovuto chiudere. Entrambe vanno aiutate. Altro punto fondamentale è la conferma e l’estensione del Reddito di Emergenza, che ci ha permesso di allargare il raggio d’azione già apprezzabile del Reddito di Cittadinanza. In sintesi: welfare, fisco, sovvenzioni e, ultimo ma non meno decisivo, un grande piano di investimenti finanziato con i fondi del Recovery Fund”.

Nella maggioranza Pd e IV continuano a chiedere il Mes, continuerete a dire no senza se e senza ma?
“Un no forte e chiaro, innanzitutto perché non ce n’è bisogno, vista la facilità con cui l’Italia si sta finanziando sui mercati, e in secondo luogo perché il Mes nasconde le stesse insidie del passato in termini di condizionalità. Lo abbiamo spiegato trattati alla mano e le nostre ragioni sono state nei fatti confermate anche da esponenti autorevoli del Pd, a partire dal Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Chi insiste lo fa solo per ragioni di bassa bottega politica”.
La Manovra contiene moltissime misure, quali sono quelle su cui vi state spendendo di più?
“Senza dubbio il piano di incentivi fiscali per le imprese che investono, che varrà 24 miliardi in due anni e mezzo, e le decontribuzioni totali per chi assume donne e giovani Under35. Oltre a tamponare l’emergenza serve stimolare l’occupazione. Da meridionale tengo a ricordare anche la defiscalizzazione al 30 per cento sul costo del lavoro per gli imprenditori del Sud che assumono. Lo abbiamo confermato e stabilizzato fino al 2029”.

Leggi anche: Il centrodestra vota con la maggioranza: l’intera Camera approva lo scostamento di bilancio. Conte ringrazia: “Ottimo segnale”

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