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Il viaggio in Africa di Matteo Renzi

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Insieme al premier c'è anche l'amministratore delegato dell'Eni Claudio Descalzi. Tra le cose in ballo, un posto non-permanente al Consiglio di Sicurezza Onu

Il primo ministro italiano Matteo Renzi si è recato nel continente africano per tre visite ufficiali: Nigeria, Ghana e Senegal. Si tratta della terza missione di Renzi nell’Africa subsahariana da quando è premier, una tre giorni intensa cominciata lunedì primo febbraio 2016.

Renzi ha incontrato il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, che si è insediato ad aprile del 2015. Buhari, 73 anni, ex generale musulmano, è un veterano della politica e aveva già guidato il paese dopo il colpo di Stato militare del 31 dicembre 1983 (qui un suo profilo).

Il premier italiano è giunto in Nigeria all’indomani della terribile carneficina compiuta dal gruppo estremista Boko Haram nel villaggio di Dalori, nel nordovest del paese, che ha causato la morte di almeno 86 persone, tra cui diversi bambini bruciati vivi.

Il primo ministro Renzi ha affrontato il tema del terrorismo – esprimendo la propria solidarietà al collega nigeriano -, quello dell’immigrazione e del sostegno italiano ed europeo verso il paese africano, soprattutto in materia di sicurezza e lotta alla corruzione.

Dalla Nigeria al Ghana, il primo ministro Renzi dovrebbe affrontare questioni economiche e commerciali, secondo quanto riportano i media locali.

Il presidente ghanese, John Dramani Mahama, 57 anni, insediatosi il 24 luglio 2012, era stato in visita in Italia a luglio 2015, incontrando sia Matteo Renzi che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Ghana è aperto agli investimenti stranieri e conta di convincere la delegazione di imprenditori che accompagna Renzi a investire nella produzione di pomodoro e nella riattivazione della linea ferroviaria nell’ovest del paese africano, utile a incrementare il commercio con i vicini regionali.

Renzi ha anche tenuto un discorso di fronte al parlamento di Accra, la capitale del Ghana, e non ha risparmiato una stoccata all’Unione europea, affermando quanto essa sia ormai lontana dai valori dei suoi padri fondatori e ribadendo che l’Ue deve mettere da parte le polemiche tra i suoi membri e formulare una strategia di lungo periodo.

Ha parlato quindi di lotta al traffico di essere umani, di rispetto della dignità umana e di collaborazione tra Europa e Africa in materia di migrazione.

Il primo ministro ha inoltre sottolineato la disponibilità delle imprese italiane a investire in Ghana, specialmente nel settore agroalimentare.

Tra i partecipanti alla visita di Renzi in Ghana c’è anche l’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi. Il primo ministro ha menzionato il contratto sottoscritto tra Eni, Vitol – compagnia energetica svizzera-olandese – e la Ghana National Petroleum Corporation lo scorso 27 gennaio, che consentirà l’estrazione di gas al largo della costa ghanese dal 2018 al 2036.

Il viaggio in Africa del primo ministro, inoltre, vorrebbe essere utile a promuovere l’elezione dell’Italia a uno dei seggi non-permanenti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il biennio 2017-2018. La candidatura italiana era stata formalmente presentata il 12 maggio 2009.

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