Un Paese in coma

Alle elezioni italiane c'è in gioco il futuro dell'euro. La speranza è che Monti guidi il governo con il centrosinistra, scrive il Suddeutsche Zeitung

Di Amedeo G. Goria
Pubblicato il 25 Feb. 2013 alle 07:31 Aggiornato il 28 Nov. 2018 alle 13:54
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Immagine di copertina

Un Paese in coma

“Alle elezioni in Italia c’è in gioco il futuro dell’euro, non solo la ripresa del Paese. Ebbene l’Italia è in continua discesa economica, morale e sociale”, commentSuddeutsche Zeitung.

Secondo l’editorialista Ulrike Sauer, raramente in Europa il consenso è stato così unanime: tutti hanno paura del ritorno di Berlusconi. Se il professor Monti ha operato d’urgenza e con successo, il paziente non sembra ancora risvegliarsi dal coma e la discesa dell’Italia continua senza freni.

Questa Italia può essere davvero risanata? Chi oggi può ancora credere che l’Italia possa adempiere al fiscal compact e ridurre di 150 miliardi il debito entro il 2015? L’opinionista del giornale bavarese poi passa all’attacco: in campagna elettorale di questo non ha parlato nessuno.

Il bilancio dell’era Monti è ambivalente, le attese erano molto alte e il tempo sicuramente poco. Il livello di vita nella terza economia dell’euro è tornato indietro di 27 anni, le tasse sono al 55 per cento e questo pesa gravemente sulla competitività del sistema Paese.

Si può continuare con questa politica del rigore? Gli italiani si stanno ribellando al diktat del risparmio europeo e, secondo i sondaggi, il 40 per cento degli elettori voterà per forze euroscettiche. Questo è il vero problema in un Paese da sempre europeista convinto.

Per l’osservatore tedesco il populismo dilaga in questa campagna elettorale e sarà chi urla più forte ad avere maggiori possibilità di spuntarla. Tuttavia, secondo il giornale di Monaco, la speranza è che la coalizione di centro-sinistra, sostenuta dalla lista Monti, possa formare un governo stabile.

Bersani è definito un pragmatico, ma anche riformatore. In Germania ricordano le liberalizzazioni che ha portato avanti come ministro di Prodi. Purtroppo, però, oggi è proprio l’esperienza dell’Ulivo a mettere in imbarazzo le forze di centro-sinistra, che devono riuscire a liberarsi di quell’eredità se vogliono governare.

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