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Tutto quello che c’è da sapere sull’Italicum

Come funziona la legge elettorale della Camera? Cosa prevede? Con quale legge si voterà invece per il Senato? Cose utili da sapere.

Di TPI
Pubblicato il 7 Dic. 2016 alle 09:29
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Immagine di copertina

Il 4 maggio 2015 la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva l’Italicum, la legge elettorale proposta nel gennaio del 2014 dal Partito Democratico su iniziativa del suo segretario Matteo Renzi.

La legge elettorale è entrata in vigore il 1 luglio 2016, ed è valida solo per la Camera dei deputati, dal momento che il Senato sarebbe dovuto essere abolito con la riforma costituzionale, che è stata bocciata con il referendum del 4 dicembre. 

Il prossimo 24 gennaio la Corte costituzionale discuterà sulle questioni di legittimità sull’Italicum sollevate dai tribunali di Messina e Torino. I ricorsi riguardano due punti: le pluricandidature e il ballottaggio. 

Se si andasse oggi alle urne, si voterebbe per il Senato con il Consultellum, ossia la legge Calderoli modificata dalla sentenza 1 del 2014 della Corte Costituzionale, che aveva dichiarato incostituzionali sia il premio di maggioranza sia le lunghe liste bloccate senza preferenze.

Sarà poi il Parlamento a decidere se formulare una nuova legge elettorale per entrambe le camere, sostituendo le due attualmente in vigore. 

L’iter legislativo e i precedenti della legge

Da quando è stato proposto, il testo di legge originario ha subito diverse modifiche, fino a raggiungere la versione attuale. L’approvazione definitiva alla Camera è avvenuta con 334 voti favorevoli e 61 contrari. La maggior parte dei deputati dell’opposizione ha deciso di non partecipare al voto.

La necessità di una nuova legge elettorale si è palesata dopo che, a dicembre 2014, la Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità di alcune parti del Porcellum, la precedente legge elettorale.

Per dirla senza giri di parole, con il Porcellum la coalizione che otteneva più voti – indipendentemente dalla percentuale – si vedeva automaticamente assegnata la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei deputati.

Che cosa voleva dire? Che la coalizione vincente otteneva un premio di maggioranza di gran lunga superiore rispetto al numero di voti effettivamente raccolti. Ciò poteva risultare in una discrepanza eccessiva tra il numero di voti ottenuti e il numero di deputati eletti in parlamento.

Un esempio – Nel 2013 la coalizione di centrosinistra guidata da Pierluigi Bersani ha raccolto il 29,55 per cento dei voti, ottenendo il premio di maggioranza pari a 340 deputati eletti alla Camera, il 54 per cento dei seggi.

In quelle stesse elezioni, la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi ha ottenuto il 29,18 per cento dei voti – solamente lo 0,37 per cento in meno rispetto alla coalizione avversara – ottenendo 124 deputati eletti alla Camera, meno del 20 per cento dei seggi.

Liste, non più coalizioni

Con l’Italicum si potranno presentare solamente singole liste, non più vincolate all’interno di una coalizione, come previsto dalla precedente legge. Questo vuol dire che ciascuna lista elettorale non potrà più contare sui voti di altre liste alleate per raggiungere eventualmente il premio di maggioranza.

Un esempio – Nel 2013 la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi era composta da nove liste elettorali, che complessivamente raccolsero il 29,18 per cento dei voti. Con l’Italicum i voti di ogni singola lista non potranno essere sommati tra loro, ma varranno solo singolarmente, lista per lista.

Il 21,56 per cento dei voti raccolti dal Popolo della Libertà – oggi non più esistente – non potrebbe più essere sommato al 4,09 per cento dei voti della Lega Nord, all’1,96 di Fratelli d’Italia e via dicendo, a meno che non venga presentata una lista unica tra i diversi partiti: Forza Italia e Lega Nord sarebbero uniti sotto lo stesso simbolo.

Lo sbarramento al 3 per cento 

Con l’Italicum, per poter accedere alla Camera dei deputati, ogni lista dovrà ottenere almeno il 3 per cento dei voti validi a livello nazionale. Con il Porcellum questa soglia era al 4 per cento per i partiti fuori dalle coalizioni, e al 2 per cento per i partiti all’interno delle coalizioni, con ulteriore ripescaggio per il primo partito sotto al 2 per cento all’interno delle coalizioni.

Un esempio – Alle elezioni politiche del 2013, la lista Fratelli d’Italia ha raccolto l’1,96 per cento dei consensi, ma ha ottenuto nove seggi alla Camera perché tra i partiti della coalizione di centrodestra è stato il primo tra quelli che hanno ottenuto meno del 2 per cento.

Il premio di maggioranza e l’eventuale ballottaggio

Qualora una lista riuscisse ad arrivare prima ottenendo oltre il 40 per cento dei voti validi, con l’Italicum otterrebbe un premio di maggioranza di 340 seggi (pari a circa il 54 per cento dei componenti della Camera dei deputati).

Qualora nessuna lista dovesse raggiungere il 40 per cento dei voti, le prime due liste più votate dovranno sfidarsi in un successivo turno di ballottaggio: chi raccoglierà più voti, otterrà il premio di maggioranza di 340 seggi.

Non esistendo più il concetto di coalizione tra liste, il premio di maggioranza andrà alla singola lista più votata. Per la prima volta nella storia repubblicana, sarà previsto il ballottaggio in un’elezione per il Parlamento.

Gli altri seggi saranno assegnati proporzionalmente in base ai voti ottenuti tra tutte le altre singole liste che hanno ottenuto più del 3 per cento.

I collegi, le liste, i capilista bloccati e le preferenze

Il territorio italiano sarà diviso in 100 diversi collegi, ognuno dei quali eleggerà tra i 3 e i 9 deputati e sarà composto al massimo da circa 600mila persone aventi diritto al voto.

Ogni lista potrà presentare i propri candidati in ciascun collegio. Il capolista sarà bloccato – e quindi scelto dalla lista stessa – mentre tra gli altri candidati si potranno esprimere fino a due preferenze, purché siano di sesso differente: un uomo e una donna.

I candidati di ciascuna lista dovranno rispettare il criterio dell’alternanza di genere: quindi donna-uomo-donna-uomo-donna-uomo oppure uomo-donna-uomo-donna-uomo-donna.

Lo stesso varrà per i capilista bloccati. Per ogni regione, le liste potranno avere capilista dello stesso sesso al massimo nel 60 per cento dei collegi.

Ciò vuol dire che in ciascuna regione italiana, i capilista uomini non potranno essere più del 60 per cento, ma neppure meno del 40 per cento. Stesso discorso per le donne.

La possibilità di candidarsi in più di un collegio è prevista per i soli capilista. Per loro sarà possibile presentarsi al massimo in dieci diversi collegi.

Qualora un capolista in più collegi dovesse essere eletto in più d’uno, dovrebbe optare a sua scelta per uno solo di questi. Negli altri gli subentrerebbe il primo dei non eletti. Non sono previste candidature multiple per gli altri candidati.

Fuori da questo schema vi saranno i collegi della regione a statuto speciale del Trentino Alto-Adige, dove sarà utilizzato il sistema uninominale al fine di tutelare la minoranza linguistica tedesca. Questo schema specifico è lo stesso che era in vigore, in tutta Italia, tra il 1994 e il 2001 con la legge elettorale del Mattarellum


Anche la regione italiana della Val d’Aosta, come da sempre nella storia della Repubblica, eleggerà un solo deputato, con l’uninominale maggioritario.

I voti di queste due regioni saranno comunque sommati a quelli delle altre a livello nazionale per raggiungere il premio di maggioranza, nonostante il diverso sistema elettorale.

Saranno eletti 12 rappresentanti della circoscrizione estero, scelti con il sistema proporzionale semplice in quattro circoscrizioni: Europa; America Meridionale; America Settentrionale e Centrale; Africa-Asia-Oceania- Antartide.

I voti ottenuti da ciascuna lista in queste circoscrizioni non saranno conteggiati per l’assegnazione del premio di maggioranza. Per questa ragione, i deputati eletti in queste circoscrizioni si aggiungeranno a quelli già eletti in Italia. 

In altri termini, la lista che ottiene il premio di maggioranza tra le circoscrizioni italiane potrebbe superare la soglia di 340 deputati eletti alla Camera grazie a quelli eletti all’estero. 

Il voto degli studenti Erasmus 

La nuova legge elettorale permette per la prima volta il voto a tutti gli italiani che si trovano provvisoriamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi, dovuto a ragioni di studio, lavoro o cure mediche.

È il caso degli studenti del progetto Erasmus. I loro voti, espressi nella circoscrizione estero e contribuiranno a eleggere i 12 deputati di tale circoscrizione.

La nuova scheda elettorale

Nella scheda elettorale prevista dall’Italicum, di fianco al simbolo di ciascuna lista, sarà stampato il nome del capolista, al lato del quale saranno presenti due spazi in cui inserire le due preferenze di diverso genere.

Gli obiettivi della legge 

L’Italicum ha l’obiettivo di garantire la governabilità per la lista che vince le elezioni attraverso il premio di maggioranza – legittimato dall’eventuale ballottaggio – e di diminuire il potere contrattuale delle liste più piccole, abolendo le coalizioni.

La nuova legge elettorale ricalca in gran parte quella con cui vengono eletti i sindaci dei comuni italiani con oltre 15mila abitanti.

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