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Travaglio: “Renzi dice di chiedere scusa a Berlusconi? È un coming out, si amano”

Immagine di copertina
Matteo Renzi, Marco Travaglio e Silvio Berlusconi

"Questo è il punto finale della parabola di due fidanzati che non osavano avvertire i rispettivi familiari sul fatto che stessero insieme, perché le famiglie non volevano"

“Le scuse che Renzi vuole dalla sinistra a Berlusconi? È un coming out. Questo è il punto finale della parabola di due fidanzati che non osavano avvertire i rispettivi familiari sul fatto che stessero insieme, perché le famiglie non volevano”.

Sono le parole sardoniche pronunciate da Marco Travaglio nel corso della trasmissione Di Martedì, su La7.

Travaglio ha fatto riferimento ad alcune recenti dichiarazioni di Matteo Renzi, in cui l’ex premier affermava, ironicamente, che la sinistra avrebbe dovuto chiedere scusa a Berlusconi sulle leggi ad personam, dal momento che Salvini sta facendo peggio dell’ex Cavaliere su quel fronte.

Per il direttore del Fatto si tratta di un coming oout: “E quindi facevano ginocchietto, piedino, toccatine clandestine per anni. Adesso finalmente sono usciti allo scoperto. La pensano allo stesso modo e si amano. Il problema è che prima, amandosi, facevano danni devastanti perché avevano i numeri. Ora sono come due squadre di serie C che pensano di tornare in serie A, mettendosi insieme“, ha chiosato Travaglio.

Nel corso della puntata, il direttore del Fatto ha parlato anche della vicenda che ha riguardato il padre di Luigi Di Maio, facendo un parallelo col caso di papà Boschi: “Renzi e Boschi sul caso del padre di Di Maio? E’ stato un autogol. Un conto è un’indagine sul più grande appalto d’Europa, che si cercava di alterare, una banca che è crollata con migliaia di risparmiatori fregati e un suicidio. Qualcuno se n’era dimenticato e loro sono riusciti a far ricordare quelle cose”.

“C’è sempre questo refrain dei 5 Stelle – ha aggiunto Travaglio – i quali, ogni volta che capita qualcosa al movimento, ripetono: ‘E allora il Pd?’. In questo caso è stato il Pd a dire: ‘E allora noi?’. Antonio Ricci sul caso del padre di Di Maio ha detto: ‘Beati i giustizialisti perché saranno giustiziati’? Questa storia è un modo per far credere alla gente che siano tutti uguali, sporchi e ladri. A me sembra una novità vedere un vicepremier che fa 4 interviste alle Iene, mentre i predecessori facevano cacciare i giornalisti a pedate o li minacciavano“.

Leggi anche: Di Maio e il lavoro nero nell’azienda del padre: Travaglio difende il leader M5S

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