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Tor Bella Monaca, M5s sfratta il centro antiviolenza sulle donne

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Il 10 luglio il centro antiviolenza per le donne di Tor Bella Monaca, alla periferia est di Roma, ha ricevuto l’atto che sancisce lo sfratto e quindi la chiusura del centro.

Dopo la mozione adottata dal comune di Roma, guidato dalla giunta di Virginia Raggi, che ha chiesto lo sfratto della Casa Internazionale delle donne a via della Lungara, tocca quindi al centro antiviolenza Marie Anne Erize del quartiere Tor Bella Monaca della capitale essere sotto sfratto.

Come scrive Anna Grazia Concilio, giornalista di RomaToday, la sede, in via Amico Aspertini 393, è stata affidata al centro attraverso una delibera della precendente giunta Scipioni. “Un affidamento diretto che per la filosofia politica del partito di maggioranza è considerato ‘male assoluto'”, scrive Concilio.

La mozione riguardante questo centro era stata approvata durante il consiglio municipale del 16 marzo 2017.

Dalla quel momento, “Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza, ha avviato una nuova battaglia per scongiurare lo sfratto: petizioni, eventi, manifestazioni di solidarietà sono giunte da ogni parte per sostenere il lavoro del centro che al proprio interno vede anche una bibilioteca con oltre 10mila volumi e una satoria solidale. Per ottenere la sede da cui è stata sfrattata, Stefania Catallo si era appellata anche al presidente della Repubblica”.

La motivazione espressa nell’atto è la seguente: “locali assegnati provvisoriamente con tipologia d’uso scaduta e non rinnovata”.

Il documento convoca gli assegnatari presso i locali del Municipio il prossimo 25 luglio per concordare la data della consegna dell’immobile.

“Siamo esterrefatti”, ha commentato Stefania Catallo. “Questo governo non tiene conto di quanto fatto in questi anni dalla nostra realtà, dai corsi presso la consulta della donne a Civitavecchia, alle lezioni all’università Tor Vergata, alle sfilate degli abiti da sposa della sartoria solidale”.

Nel centro è ospitata la biblioteca Marie Anne Erize, riconosciuta nell’Anagrafe delle Biblioteche Nazionali.

“Non comprendiamo questa acredine nei nostri confronti, continuare a picchiare sul centro è un vero e proprio accanimento. Il M5s ne sta facendo un problema politico ma noi non abbiamo bandiere”, conclude la presidente.

Il centro è dedicato a Marie Anne Erize, ex modella e attivista argentina di origine francese, scomparsa il 15 ottobre 1976 dopo essere stata sequestrata durante la repressione violenta denominata “Guerra sporca”.

Qui il post dedicato al provvedimento di sfratto dalla presidente del centro:

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