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Targa personale in arrivo: cos’è, come funziona? Tutto quello che c’è da sapere sulla nuova norma

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 21 Mar. 2019 alle 17:04 Aggiornato il 21 Mar. 2019 alle 17:09
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Immagine di copertina

TARGA PERSONALE COS’È – La norma esiste dal 2010 ma era rimasta inattuata e ora il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli vuole riprenderla in mano, sottoponendola già al prossimo Consiglio dei ministri come annunciato da Il Sole 24 Ore e confermato dallo stesso ministro. Si tratta della targa personale, una speciale targa che viene intestata al cittadino anziché al veicolo.

Valida per auto, moto e rimorchi, la targa personale può non cambiare per 15 anni ed essere trasferita quando si decide di sostituire la vettura. Come per quanto riguarda le normali targhe, anche quella personale rimane predefinita e non potrà essere scelta dal suo proprietario.

“È in arrivo un’importantissima misura che porterà a breve un risparmio in termini di tempo e denaro per tutti i cittadini, la portabilità della targa quando si cambia auto. Si tratta di una di quelle innovazioni che avvicinano il mio ministero alla vita di tutti e di cui vado fiero”, ha annunciato Toninelli mentre a Palazzo Madama si votava la mozione di sfiducia proprio nei suoi confronti.

Targa personale cos’è | Come funziona la portabilità

In molti se lo stanno già chiedendo: come funziona la portabilità della targa con l’introduzione di questa nuova norma? Se essa verrà approvata allora, quando andremo a comprare una nuova automobile (oppure una moto o un veicolo da rimorchio), la targa acquistata diverrà la nostra personale e rimarrà tale per 15 anni.

Passato questo periodo, poi, si dovrà procedere al suo rinnovo, proprio come avviene per quanto riguarda il libretto di circolazione; il risparmio che si riesce ad avere comunicando al concessionario, al momento dell’acquisto del veicolo, di essere già titolari di una targa, è pari a 41.78 euro.

A quel punto sarà solamente necessario staccare la targa dalla vecchia automobile e trasferirla sulla nuova. Nel caso di un passaggio di proprietà, allo stesso modo, chi compra applicherà la propria targa personale (o andrà ad acquistarne una, nel caso non la avesse) sul veicolo acquistato e restituirà quella che ci ha trovato al suo proprietario.

Nel caso in cui un titolare di targa personale dovesse usare un altro veicolo per un periodo superiore ai 30 giorni, dovrà comunque spostare la targa su questo mezzo; ciò però non vale nel caso in cui la macchina sia in comodato o un ncc. Ad ogni modo, però, nel caso di possesso di più vetture, allora si dovrà comprare più di una targa; se si vende la vettura senza invece essere intenzionati a prenderne un’altra si dovrà procedere alla restituzione della targa personale in motorizzazione entro un anno. Se ciò non avviene nei termini stabiliti, la motorizzazione stessa procederà comunque nel disattivarla.

Infine la targa personale è trasferibile, ma sulla stessa tipologia di veicolo: una targa che stava su una macchina non può quindi essere trasferita su di una moto o viceversa. Eccezion fatta per i veicoli di interesse storico e collezionistico.

Ma quali potrebbero essere i problemi logistici con il passaggio alla targa personale? Innanzitutto le targhe sono tantissime e comunicarle alla pubblica amministrazione potrebbe non essere affatto un processo semplice e veloce. Soprattutto per le compagnie di noleggio, che inseriscono in continuazione nuovi veicoli, potrebbero esserci delle difficoltà. Ne vale la pena a fronte di un risparmio per i cittadini di soli 41.78 euro e di nessun guadagno per lo Stato che si troverà a stampare meno targhe?

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