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Taranto, chiede di essere pagato per la giornata di lavoro: il caporale lo accoltella

Di Marta Facchini
Pubblicato il 20 Feb. 2019 alle 16:18 Aggiornato il 17 Ago. 2019 alle 20:09
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Immagine di copertina

Aveva chiesto di essere pagato per la giornata di lavoro: cinquanta euro per la raccolta nelle campagne. E come risposta il caporale l’ha colpito, usando un coltello da cucina.

La violenza si è consumata a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. Portato in ospedale, l’uomo ferito è stato medicato e le sue ferite sono state considerate guaribili in venti giorni.

L’aggressore, un cittadino sudanese di quarant’anni residente a Bernalda in provincia di Matera, era riuscito a fare perdere le sue tracce, dileguandosi. Fermato dai carabinieri di Palagianello, e portato nel carcere di Taranto, ora contro di lui pende l’accusa di tentato omicidio, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Durante la perquisizione dell’abitazione del quarantenne, le forze dell’ordine hanno sequestrato il coltello da cucina, lungo 35 centimetri, usato per l’aggressione.

Lo sfruttamento nei campi pugliesi – Si calcola che in Puglia ci siano almeno 180mila braccianti stagionali, di cui 40mila stranieri. Secondo i dati rilasciati nel 2018 dall’Osservatorio della Cgil, almeno 50mila lavoratori sono irregolari e sono sfruttati sul lavoro: non hanno alcuna tutela e sono pagati poco e a nero. La maggioranza vive vicino ai campi, in ripari di fortuna e in condizioni precarie. Sempre secondo i sindacati, in tutta Italia le persone sottoposte a sfruttamento da parte dei caporali sono tra le 300mila e le 400mila.

Sono i caporali a gestire i rapporti tra il lavoratore e il datore di lavoro e si occupano spesso anche dell’alloggio e del trasporto. Figure intermediarie, assicurano che ogni giorno nei campi arrivi il giusto numero di persone.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Nel giugno 2018, in provincia di Foggia 16 braccianti avevano perso la vita in due diversi incidenti stradali. Stavano tornando verso i loro alloggi, tra cui la baraccopoli di Rignano Garganico, dopo una giornata trascorsa nei campi a raccogliere i pomodori. In uno dei due casi, i lavoratori erano chiusi nel cassone posteriore del furgone e non avevano un finestrino per potere respirare.

Per protestare contro lo sfruttamento nei campi, l’Unione sindacale di base (Usb) aveva organizzato una manifestazione, chiamata “la marcia dei berretti rossi“: partito dall’ex ghetto di Rignano, il corteo era arrivato sotto la sede della prefettura di Foggia. Una seconda manifestazione era stata organizzata con la partecipazione anche di Cgil, Cisl, Uil e diverse associazioni, tra cui Arci e Libera.

Il rapporto Coldiretti 2018 – Secondo il sesto rapporto Agromafie 2018 – elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare – lo scorso anno le notizie di reato nel settore agroalimentare sono aumentate del 59 per cento. Il dato è stato elaborato sulla base dei risultati derivanti da oltre 54mila controlli effettuati dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF).

Nel 2018 i settori agoalimentari più colpiti sono stati il vino, con il 75 per cento delle notizie di reato; la carne dove le frodi sono raddoppiate (+101 per cento); le conserve, con +78 per cento di notizie di reato, e lo zucchero.

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