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Tacito, seconda prova (versione di latino) al Liceo Classico per la Maturità 2019: la traduzione

Di Marco Nepi
Pubblicato il 20 Giu. 2019 alle 09:20 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:05
Immagine di copertina

Tacito Maturità 2019 | Seconda prova Liceo Classico | Versione di Latino | Traduzione

TACITO MATURITÀ 2019 SECONDA PROVA LICEO CLASSICO – Sono Tacito e Plutarco gli autori della seconda prova al Liceo Classico dell’Esame di Maturità 2019. Le tracce vengono pubblicate anche sul sito del Ministero dell’Istruzione. A differenza degli anni precedenti a partire dall’Esame di Maturità 2019 gli studenti si trovano ad affrontare come seconda prova una prova mista. Per la prima volta debutta all’Esame di Stato del Liceo Classico arriva quindi una prova mista di latino e greco. La prova mista è una sorta di sintesi rispetto alla tradizionale seconda prova e la terza prova, che da quest’anno non verrà più svolto (è scomparsa anche la tesina).

La versione latino e il testo greco trattano della figura dell’imperatore romano Galba. La prima è tratta da Historiae di Tacito, il secondo da Vita di Galba di Plutarco. Di seguito riportiamo anche la traduzione della versione di latino.

Tacito Maturità 2019 | Le tracce complete

Ecco le tracce complete della al Liceo Classico.

tacito maturità 2019

Seconda parte:

tacito maturità 2019

Terza parte:

tacito maturità 2019 seconda prova
La seconda prova al Liceo Classico

Tacito Seconda prova Liceo Classico | Traduzione della versione di latino

Questa la traduzione:

“Il quindici gennaio Galba stava sacrificando davanti al tempio di Apollo: l’aruspice Umbricio gli dichiara che le viscere davano segni sinistri, predicendo insidie incombenti e un nemico in casa. Lo sente Otone, che gli stava vicino, e vuole interpretarlo, rovesciandone il senso, di buon augurio per sé e propizio ai suoi disegni. Passano pochi momenti e il liberto Onomasto gli annuncia che l’architetto e i costruttori lo aspettavano: questa la frase convenuta per indicare che i soldati si stavano radunando e che la congiura era pronta a scattare”.

“Al suo allontanarsi, qualcuno gliene chiese motivo e lui diede loro a intendere di essere in trattative per una vecchia casa di campagna, il cui stato di solidità andava prima verificato; poi, appoggiandosi al braccio del liberto, si avvia attraverso i palazzi di Tiberio, verso il Velabro e di là punta al miliare aureo nel foro, sotto il tempio di Saturno. Qui lo salutano imperatore ventitré guardie del corpo: Otone era preoccupato dell’esiguo numero dei presenti, ma essi lo fanno salire in fretta su una lettiga e, spade in pugno, lo portano via. Lungo il percorso si accoda un altro numero di soldati di analoga consistenza: alcuni perché complici, ma i più per la stranezza della scena, chi gridando e a spada levata, chi in silenzio e aspettando coraggio dall’evolversi della situazione”.