Verona, costretta a fare la verticale nuda e poi violentata: nuove accuse per lo stupratore delle ‘baby-sitter’

A Mirko Altimari è stata notificata una terza ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale, sequestro di persona e tortura

Di Beatrice Tomasini
Pubblicato il 20 Mar. 2019 alle 18:03
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Immagine di copertina
Mirko Altimari e Giulia Buccaro

Nuovi guai per Mirko Altimari, il 30enne veronese già accusato di violenza sessuale, sequestro di persona e tortura. L’uomo era balzato alle cronache in quanto abusava di giovani baby-sitter con la complicità della moglie Giulia Buccaro, 27 anni, nella zona di Poiano (Verona).

Ad Altimari, già in carcere a Trento, è stata notificata una terza ordinanza di custodia a cautelare per violenza sessuale. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l’abuso dovrebbe risalire allo scorso 28 dicembre.

L’uomo, stando alle indagini, avrebbe adescato la vittima sui social con la promessa di un lavoro come baby-sitter e poi l’avrebbe costretta a mettersi nuda in posizioni compromettenti, ad esempio in verticale contro un tronco, per poi abusarne sessualmente.

Il tutto è stato filmato, come già successo negli altri casi, tra botte, insulti e scene di sesso orale al fine di ricattare le vittime. Le prime indagini della Squadra Mobile era partite su denuncia di un’altra ragazza lo scorso 12 gennaio. In quell’episodio la vittima era stata adescata dalla 27enne con la scusa di un lavoro come bambinaia e poi portata in un campo e stuprata.

Un altro caso di ferocia inaudita aveva visto Buccato e Altimari coinvolti nello stupro di una ragazza costretta a bere vodka, mettersi a quattro zampe e subire violenze da entrambe. Roberto Di Benedetto, capo della Squadra Mobile, ha lanciato un appello: “Non possiamo escludere che non vi siano altre vittime che però non sono state riprese durante le violenze.

Vista la serialità dei fatti l’appello che rivolgiamo alle eventuali altre donne vittime della coppia o solo dell’uomo è di venire in Questura a denunciare tutto”.

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