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Studenti bullizzano una ragazza, la preside li sospende: i genitori la denunciano per abuso d’ufficio

Di Marco Nepi
Pubblicato il 13 Apr. 2019 alle 11:31 Aggiornato il 13 Apr. 2019 alle 11:36
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Immagine di copertina
Crediti: Getty

Gli studenti prendono di mira una compagna di classe (ubriaca) e la preside decide di sospenderli tutti (ragazza inclusa). A quel punto, i genitori denunciano la dirigente scolastica per abuso d’ufficio.

Succede al Liceo artistico Petrocchi di Pistoia (Toscana). Tutto è partito da una ragazza di quindici anni che si è ubriacata durante un’assemblea d’istituto.

Di lì, i suoi compagni hanno cominciato a prenderla in giro, dipingendole la faccia, tirandole l’acqua addosso e infine legandola con lo scotch. La scena imbarazzante è stata ripresa anche al cellulare da uno dei presenti. La decisione di Preside e vicepreside è arrivata repentinamente e, a detta dei genitori, è stata fin troppo severa.

I protagonisti della vicenda sono sette studenti, di cui quattro sono stati sospesi per un mese, mentre gli altri tre – inclusa la ragazza  che ha fatto uso di alcolici – hanno ricevuto una punizione molto più dura: sospesi fino al termine dell’anno scolastico, con relativa bocciatura.

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I genitori dei tre adolescenti hanno sporto denuncia contro la Preside Elisabetta Pastacaldi e la sua vicepreside, ritenendo che entrambe abbiano preso una decisione troppo dura. L’avvocato Fabio Maria Galiani, che rappresenta le famiglie coinvolte, avrebbe depositato in procura un esposto contro le due donne accusandole di abuso d’ufficio e dei mezzi di correzione.

L’avvocato ha anche dichiarato di non essere ancora riuscito a entrare in possesso dei documenti che certificano i provvedimenti disciplinari adottati dalla scuola verso gli studenti sospesi.

I genitori avrebbero ricevuto soltanto una e-mail che comunicava loro la sospensione dei ragazzi dal liceo, ma non hanno potuto leggere le motivazioni che giustificano un tale provvedimento. Soltanto durante i consigli di classe queste motivazioni sono state comunicate a voce, ma nulla di scritto è pervenuto né ai genitori né all’avvocato.

“Bullismo di ritorno”. Così i genitori coinvolti hanno giudicato l’atteggiamento di Preside e Vicepreside.

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