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Sgombero Casapound: cosa faranno Raggi e Salvini dopo la mozione del Campidoglio?

Di Laura Melissari
Pubblicato il 29 Gen. 2019 alle 17:56 Aggiornato il 29 Gen. 2019 alle 17:57
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Immagine di copertina

Il 29 gennaio 2019 l’Assemblea capitolina ha votato una mozione presentata dal Partito democratico sullo sgombero dell’immobile occupato da CasaPound.

La mozione impegna la sindaca Raggi a intervenire presso il ministero degli Interni, il prefetto e il questore, perché venga predisposto lo sfratto immediato dell’edificio di via Napoleone III “illegalmente occupato dall’associazione CasaPound Italia”.

La mozione presentata dai consiglieri dem Zannola, Baglio, Corsetti, Piccolo e Tempesta ha ricevuto 29 voti favorevoli e 4 contrari.

Qui il testo della mozione:

N. 227/2018. (a firma dei Consiglieri Zannola, Baglio, Corsetti, Piccolo e Tempesta) – Impegno per la Sindaca ad attivarsi presso gli Organi competenti affinché sia predisposto lo sgombero dello stabile sito in Via Napoleone Ili illegalmente occupato dall’associazione CPI, al fine di procedere alla riqualificazione dell’immobile ai sensi della deliberazione C.S. n. 50/2016

La mozione quindi impegna la sindaca a fare pressione agli organi competenti (ministro dell’Interno, prefetto e questore).

Virginia Raggi si era già detta pronta a procedere contro l’associazione di estrema destra che occupa lo stabile dal 26 dicembre 2003.

“Quando il ministero deciderà noi già siamo pronti. Conto su un sostegno del Governo”, aveva detto la sindaca. Con la mozione però adesso Raggi non deve solo stare ad aspettare che il ministero dell’Interno sia pronto, ma può intervenire attivamente per spingere sullo sgombero.

Adesso tocca quindi a lei agire attivamente e in seconda battuta la palla passa al ministro dell’Interno Matteo Salvini, che nei mesi scorsi aveva promesso linea dura sugli immobili occupati.

La posizione del ministro dell’Interno Matteo Salvini su CasaPound

Il ministero dell’Interno aveva già predisposto un piano di sgomberi a Roma, che contempla oltre 90 immobili, di cui 22 da evacuare entro il 2019.

“Abbiamo un’eredità pesante. Ci sono quasi cento palazzi occupati nel cuore di Roma. Ho chiesto e ho ottenuto un elenco di priorità di sgombero, quindi finalmente ci sono nomi, cognomi, indirizzi e date, che non diamo in televisione ovviamente perché altrimenti ci sono i bravi ragazzi dei centri sociali, che amano tanto lo spaccio, il casino e la droga che girano per Roma, a fermare i poliziotti”, aveva detto Salvini a ottobre 2018.

“L’obiettivo è che non ci sia neanche un immobile occupato a Roma. Ho qui la lista delle occupazioni della Capitale: 100 immobili che aspettano di essere sgomberati anche da 20 anni”.

La replica di CasaPound

“Non esiste nessuna sede di partito in Via Napoleone III, come certificato dal verbale della guardia di finanza, e quereleremo gli autori della mozione”, ha annunciato il segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano.

“Il Comune non è il proprietario, quindi non ha nessun potere di richiedere indietro lo stabile. Una delibera di Veltroni inoltre obbliga in ogni caso il Comune di Roma a fornire 18 alloggi di edilizia residenziale pubblica alle famiglie occupanti, prima di eseguire qualsiasi sgombero chiunque lo ordini o lo esegua”, ha proseguito.

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