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Sciopero taxi 3 aprile 2019: motivi, orari e fasce di garanzia | Tutte le informazioni utili

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 2 Apr. 2019 alle 12:09 Aggiornato il 2 Apr. 2019 alle 15:41
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Immagine di copertina

SCIOPERO TAXI 3 APRILE 2019 – Uno sciopero generale del servizio di taxi è previsto per la giornata di mercoledì 3 aprile 2019. La mobilitazione durerà 24 ore e non sono previste fasce in cui si garantisce il servizio.

Ad annunciarlo sono state tutte le principali sigle sindacali in rappresentanza della categoria, cioè Usb-Taxi, Uritaxi, Uri, Orsa, Uti, Unica-Taxi Cgil, Fast-Tpnl, Confail e Movimento Tassisti Italiani.

I maggiori disagi, come sempre, sono previsti nelle grande città: Roma, Napoli, Firenze e Milano in primis, infatti, dovranno fare i conti con una giornata in cui potrebbero esserci grosse difficoltà nello spostarsi, soprattutto per quanto riguarda i luoghi non raggiunti dalle linee del trasporto pubblico locale.

Scioperi aprile 2019, il calendario completo: Agenzia delle Entrate, trasporto e scuola

Per quanto riguarda le motivazioni dello sciopero, i lavoratori incrociano le braccia in protesta contro il governo, colpevole di non aver prestato sufficiente attenzione alle diverse problematiche relative al settore. La mobilitazione è stata confermata a seguito del rifiuto di Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti, di incontrare le sigle sindacali per un tavolo di confronto.

I problemi per questo settore – lamentati già da qualche tempo e in diverse occasioni – sono la conseguenza della deregolamentazione che ha fatto inserire altri soggetti e realtà nel settore del trasporto locale; la concorrenza, come quella ad esempio di MyTaxi, è infatti il principale punto di attrito tra la categoria e l’esecutivo, al quale i tassisti chiedono di intervenire in loro tutela.

Si tratta di un’occasione particolarmente ghiotta però per il settore degli NCC e degli autonoleggiatori, i quali hanno infatti annunciato di offrire il proprio aiuto con corse gratuite a chi si troverà in difficoltà per muoversi da una parte all’altra delle città. L’AIR – Autonoleggiatori italiani riuniti – ha definito questa mobilitazione inutile, in quanto la protesta scaturisce da una norma che in realtà non svantaggerebbe il settore dei tassisti.

Motivo per cui, sempre l’AIR, ha dato comunicazione a diversi Comuni – come Roma, Firenze, Milano e Napoli – che le categorie da essa rappresentate faranno la loro parte per limitare i problemi conseguenti allo stop nazionale dei taxi.

La guerra aperta tra taxi ed NCC, quindi, continua: il presidente di AIR Giorgio Dell’Artino e il fondatore di FAI Trasporto persone sottolineano come in realtà con l’introduzione della nuova normativa gli svantaggi non ricadano sulla categoria dei tassisti, che mantiene “anacronistici privilegi”, ma su quella da loro rappresentata poiché gravata da costi molto alti per il mantenimento delle diverse imprese.

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