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Parla uno dei prof schedati dal M5S con il Dossier del Consiglio Superiore di Sanità: “Io stigmatizzato per il mio cv”

Francesco Bove, professore de "La Sapienza" di Roma, commenta il dossier M5S chiesto dalla ministra Grillo sui componenti del Consiglio Superiore di Sanità

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Gen. 2019 alle 11:38 Aggiornato il 9 Gen. 2019 alle 08:14
Immagine di copertina
La ministra della Salute Giulia Grillo. Credit: Silvia Lore/NurPhoto

Schedatura politica scienziati | Dopo la polemica sulla “schedatura politica” degli scienziati disposta dalla ministra della Salute Giulia Grillo, TPI.it ha intervistato il professor Francesco Bove, docente di Anatomia umana all’Università “La Sapienza” di Roma.

Al professor Bove la schedatura aveva erroneamente attribuito collaborazioni con il giornale La Repubblica (qui il documento integrale pubblicato sul blog di Giulia Grillo).

Insieme agli altri membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità, Bove ha visto la sua nomina revocata lo scorso 3 dicembre dalla ministra Grillo (qui cos’è e di cosa si occupa il Consiglio Superiore di Sanità).

Professor Bove, si aspettava la revoca delle nomine del Consiglio Superiore di Sanità annunciato dalla ministra Grillo?

Il Consiglio Superiore di Sanità è un organo consultivo del ministro, quindi dovrebbe essere normale che un ministro si scelga il proprio gruppo. Sono le modalità ad essere state inusuali.

Di solito c’è un garbo istituzionale, si convocano i membri, che comunque hanno contribuito col loro lavoro al progresso dei lavori del Ministero, si ringrazia, si completano i lavori in corso. Invece così non è stato.

Lei ha sottolineato che la revoca delle nomine non ha tenuto conto dei lavori in corso. Può farci qualche esempio?

Purtroppo non posso, siamo legati al segreto. Ma certo sarebbe stato utile completare i lavori in corso, per un rispetto professionale, visto che noi abbiamo prestato quest’opera tra l’altro gratuitamente.

La ministra Grillo si è giustificata dicendo che la “schedatura” in realtà è solo un appunto informale richiesto dopo la revoca delle nomine e non prima. Lei cosa ne pensa?

Per quel che mi riguarda hanno stigmatizzato per un aspetto del mio curriculum: che sono iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti e che avrei collaborato con una testata (Repubblica, ndr).

Tra l’altro l’informazione non è vera, sono iscritto all’albo ma non è vero che ho collaborato con quella testata. Ma poi non capisco cosa possa significare. Tanti medici hanno collaborato con testate giornalistiche. Sembra quasi che volessero sottolineare che io ero stato nominato per una sorta di “linea privilegiata”. Non mi pare. Gli aspetti di curriculum sono diversi.

Così anche per il professor Cardinale. È un professore emerito dell’università, direttore dell’Istituto di radiologia. Che c’entra che è spostato con un giudice? Sono riflessioni poco significative.

Io ho collaborato anche con altri ministri, col ministro Sirchia ad esempio (Girolamo Sirchia, ministro della salute del secondo Governo Berlusconi, ndr), ma che c’entra?

O forse questa presunta collaborazione giornalistica avrebbe escluso una sua nuova nomina da parte del ministro?

Questo è nelle sue legittime facoltà, il ministro deve nominare persone di sua fiducia.

L’opposizione ha reagito chiedendo le dimissioni della ministra Grillo. Hanno parlato di un “ritorno al Medioevo”, di “liste di proscrizione” e di “epurazione”. Lei che ne pensa?

Questo è riferito alla metodica. Però io sono il diretto interessato e non entro in questa polemica. Altrimenti può sembrare che il diretto interessato sia risentito. Non è nel mio stile.

Come vede oggi il rapporto tra scienza e politica?

Il Consiglio Superiore di Sanità è un organo indipendente, esprime dei pareri e poi il ministro li può tenere in considerazione, sulla base dei lavori svolti. È anche un organo propositivo.

Io mi sono sempre sentito libero nel mio ruolo.

Pensa che alcuni dei 30 membri la cui nomina è stata revocata saranno rinominati nel Consiglio Superiore di Sanità?

È probabile, se hanno il gradimento del ministro. Credo però non valga tanto il curriculum, il ministro deve conoscerli personalmente. Avrà la sua squadra.