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Manovra, sanatoria per le professioni sanitarie: potrà esercitare anche chi non ha titoli

Di TPI
Pubblicato il 24 Dic. 2018 alle 13:16 Aggiornato il 24 Dic. 2018 alle 13:19
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Immagine di copertina

In manovra via libera a chi esercita professioni sanitarie senza titolo. Il governo vara la sanatoria. Anche, se, spiega la ministra Giulia Grillo, “sanatoria non è”.

Ma nella manovra, nel comma 283 bis, si legge che “ferma restando la possibilità di avvalersi delle procedure per il riconoscimento dell’equivalenza dei titoli del pregresso ordinamento alle lauree delle professioni sanitarie di cui alla legge 1 febbraio 2006 numero 43, coloro che svolgono o abbiano svolto un attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni possono continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione”.

Sanatoria o non sanatoria? Per gli esperti del settore, con in prima fila l’ormai famoso virologo Roberto Burioni, non ci sono dubbi. È una vera e propria sanatoria, bollata come “pesce d’aprile fuori stagione”.

Ma la ministra Giulia Grillo non ci sta e, su Facebook, attacca: “Stop alla disinformazione sull’emendamento che salva il posto di lavoro a 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Il Parlamento non ha approvato nessuna sanatoria per abusivi”. 

Il ministro ha spiegato che ora “si dà la possibilità di continuare a esercitare a lavoratori con titoli validi fino all’approvazione della legge 3/2018 inserendoli in elenchi speciali”. Non sarà – spiega – un via libera per tutti, “ma solo per chi dimostrerà di avere i titoli e di aver lavorato per almeno 36 mesi in 10 anni”. 

Spiega la ministra: “Non si toglie nulla a chi è iscritto agli albi delle professioni sanitarie e non si creano equipollenze. Non creiamo abusivi e finalmente si mette fine al caos prodotto da una giungla di corsi regionali che negli anni hanno creato situazioni incontrollabili”.

Quindi, si passa ai ringraziamenti: “Grazie ai parlamentari, in particolare alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Marialucia Lorefice, e ai tecnici del ministero della Salute che hanno ascoltato decine di sigle sindacali e datoriali, Regioni e strutture sanitarie per arrivare a un testo condiviso”. 

Il ministro sottolinea che in questo modo, “abbiamo evitato che 20 mila famiglie di lavoratori finissero in mezzo a una strada. Questa è la realtà, tutto il resto è disinformazione”. 

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