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Quando Salvini chiedeva a Parnasi i biglietti per l’ultima partita di Totti

Immagine di copertina
Matteo Salvini e Francesco Totti

Dalle carte dell'indagine sullo stadio della Roma emerge una curiosa conversazione tra Parnasi e il dirigente giallorosso Baldissoni

La partita di addio al calcio di Francesco Totti, Roma-Genoa del 28 maggio 2017, è stata un evento che rimarrà nella memoria non solo di tutti i romanisti, ma degli amanti del calcio e degli sportivi in generale.

Diverse settimane prima era iniziata la caccia al biglietto, che aveva coinvolto davvero tutti: i supporter della squadra giallorossa, ma anche tifosi di altre squadre, desiderosi di assistere al grande evento.

Non sono stati da meno politici e personaggi dello spettacolo, che sfruttando qualche “aggancio” privilegiato hanno tentato di accaparrarsi il prezioso tagliando.

E così, nelle carte delle indagini sullo stadio della Roma, che hanno portato all’arresto di nove persone, spunta una curiosa chiacchierata tra il dirigente della Roma Baldissoni e Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova, incaricata di realizzare il progetto dello stadio.

Parnasi riferisce di due politici che gli avevano chiesto i biglietti per la partita: Francesco Boccia, del Pd, e Matteo Salvini.

La conversazione ha un tono scherzoso, e la cosa forse più curiosa è che alla fine Parnasi e Baldissoni convengono sul fatto che vada soddisfatta la richiesta di Boccia, ma non quella di Salvini.

Chissà se l’imprenditore e proprietario di Eurnova avrebbe fatto la stessa scelta se la partita si fosse disputata un anno dopo, in piena ascesa salviniana.

Questa la conversazione tra Parnasi e Baldissoni:

Parnasi: “Tickets come sei messo?”.

Baldissoni: “Eh, come sono messo Luca […] non ci stanno i biglietti”.

Parnasi: “Io volevo infilare Simone”.

Baldissoni: “Per Simone lo possiamo trovare un posto”.

Parnasi: “Perfetto. Secondo, me lo ha chiesto uno Claudio Santini (ex capo della segreteria del Ministero dei Beni culturali, indagato, ndr) […] Claudio ci sta dando una grossa mano come sai […] Lo abbiamo incontrato insieme a Piazza Morgana. Poi il terzo che me lo ha chiesto, ma questo dobbiamo capire se ci interessa sul progetto, è Francesco Boccia. Lo conosci Francesco tu? Commissione…”.

Baldissoni: “Pd”.

Parnasi: “Bilancio. Pd! Sì! […] È una persona che c’ha peso e mi ha chiesto dice guarda Luca, fondamentale due tickets. Il quarto è Matteo Salvini, che mi ha chiesto due tickets […] però io onestamente di Matteo me ne fregherei”.

Baldissoni: “No, freghiamocene”.

Parnasi: “Io sto ragionando solo con te su quelli che, secondo me, hanno un minimo di senso per il Progetto […] Il resto non guarderei in faccia a nessuno”.

Baldissoni: “Va bene […] mandami cognome e nome e data di nascita”.

Parnasi: “Io direi: uno Claudio, i due di Boccia e quello che metto io al posto di Simone e Simone lo porto con me”.

Anche Luca Lanzalone, presidente di Acea e mediatore nella trattativa del febbraio 2017 tra il comune di Roma e la Eurnova per modificare il progetto dello stadio, persona vicinissima al Movimento Cinque Stelle, aveva chiesto biglietti per la gara di addio di Totti.

A rivelarlo è un’intercettazione tra Baldissoni e Simone Contasta, collaboratore di Parnasi.

Baldissoni: “Lanzalone mi chiede i biglietti per Roma-Genoa, gli ho detto va bene, tranquillo. Mi ha detto: mi servono tre biglietti in più perché vengono degli esponenti nazionali dei Cinque Stelle. Tra l’altro uno di questi è funzionale a favorire una specie di photo opportunity accordo”.

Contasta: “Ho capito”.

Baldissoni: “Raggi-Zingaretti-Pallotta […] per in qualche modo spingere e sancire il […] siamo tutti d’accordo a farlo in tempo”.

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