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Omicidio Desirée, il ministro Salvini contestato a San Lorenzo: “Sei uno sciacallo”

Immagine di copertina
Credit: Afp

Il ministro dell'Interno ha rinunciato a visitare lo stabile dove è stata uccisa la sedicenne Desirée Mariottini. Contestazioni da parte degli abitanti del quartiere: "No a passerelle elettorali". Il vicepremier: "Tornerò con la ruspa"

Quando questa mattina, mercoledì 24 ottobre, il vicepremier Matteo Salvini è arrivato a San Lorenzo, il quartiere era diviso a metà.

C’era chi lo sosteneva e urlava: “Il quartiere è con te”. E c’era chi ha contestato il ministro dell’Interno, come le femministe di “Non una di meno” che hanno srotolato uno striscione con scritto: “Salvini specula sulle tragedie. San Lorenzo non è la tua passerella elettorale”. Davanti allo stabile occupato, dove è morta la sedicenne Desirée Mariottini, ce n’erano altri due di striscioni: “No alla strumentalizzazione sul corpo di Desiree” e “Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”.

“Sei uno sciacallo”, hanno urlato altri abitanti del quartiere.

A San Lorenzo, Salvini aveva detto che sarebbe andato non come un osservatore ma “per riportare legalità e tranquillità”. E, per rispondere a un quatiere che lo contestava, ha ribadito:”È ora di riportare le regole, ci sono stabili occupati da anni e vedremo di essere più coraggiosi”.

Ha annunciato un pugno di ferro e un piano staordinario di sgomberi: “Non si può sempre aspettare il morto. Sono situazioni che vanno avanti da anni e anni. Mi domando come mai non si è fatto nulla nei 15 anni ecedenti. Provo tristezza per i ragazzotti dei centri sociali che preferiscono gli spacciatori alla polizia. Loro, e chi la pensa come loro, avranno la nostra attenzione”.

“Si sta lavorando per mettere in galera questi vermi, queste bestie. Procura e questura hanno già le idee chiare. Stanno facendo i riscontri del caso. Temo che anche questa volta siano tutti cittadini stranieri. Va resa giustizia a questa ragazza, punto”, ha aggiunto.

E il Viminale fa sapere che il vicepremier non ha rinunciato a entrare nell’immobile dove ha perso la vita la giovane ragazza, drogata e vittima di una violenza di gruppo. La visita è stata rimandata perchè l’edificio era sotto sequestro. “Semplicemente, non poteva fare altro visto che l’edificio è sotto sequestro. Nessun cambio di programma”, hanno riferito fonti del Viminale.

Parole di difesa sono arrivate dalla sindaca Virginia Raggi: “La lega Nord forse non conosce Roma. Non c’è solo San Lorenzo come quartiere difficile”.

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