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Salone del Libro, Mughini contro la “censura” al libro di Salvini edito da CasaPound

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 5 Mag. 2019 alle 14:23 Aggiornato il 6 Mag. 2019 alle 17:22
Immagine di copertina
Giampiero Mughini

Salone del libro 2019 – Mentre continuano le polemiche su Salone del Libro, Salvini e fascismo, anche Giampiero Mughini dice la sua e si scaglia contro coloro che, secondo lui, promuovono la censura in nome dell'”antifascismo”.

“Resto allibito innanzi alle polemiche scaturite dal fatto se sì o no al Salone del Libro di Torino sarebbe stato presentato un libro/intervista di Matteo Salvini edito da una casa editrice attigua a Casa Pound. Credevo che schifezze di questo genere, cui ero abituato nella mia giovinezza, fossero fuori dal nostro tempo” ha scritto su Dagospia il giornalista siciliano un tempo vicino a Lotta Continua.

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Un libro di corsa

Il bersaglio di Mughini è, in particolare, lo scrittore Christian Raimo, autore di numerosi libri e membro del comitato editoriale del Salone del Libro di Torino. In un post su Facebook poi cancellato (ma riportato da Il Corriere della Sera) Christian Raimo contestava l’eventuale presentazione del libro su Matteo Salvini (Io sono Matteo Salvini) al Salone del Libro, giudicando pericolosa la vicinanza della casa editrice Altaforte a CasaPound e quindi al neofascismo.

Contrario a questa forma di “settarismo”, Mughini ha commentato: “Leggo un post culturalmente miserevole di uno degli organizzatori del Salone, lo scrittore Christian Raimo, il quale vorrebbe mettere fuori gioco tutti quelli che lui giudica intinti nella salsa del ‘fascismo’ , dal giornalista Francesco Borgonovo (mio vecchio amico) ad Alessandro Giuli allo stesso Pietrangelo Buttafuoco, che una colpa in verità ce l’ha. I suoi scritti sono dieci volte più sugosi e stimolanti di quelli di Raimo”.

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L’ex attivista di Lotta Continua rimprovera a Raimo (e in generale ai cosiddetti “antifascisti” contemporanei) di offendere il vero spirito dell’antifascismo, che si basava proprio sul lasciare spazio a tutti gli interlocutori secondo il vecchio affondo: “Darò la vita perché tu possa esprimere le tue idee anche se non le condivido”.

“Casa Pound ha tutto il diritto di avere una casa editrice e di pubblicare i libri che vuole, che giudicheremo di volta in volta”, ha affermato Giampiero Mughini.”Quanto poi al voler schiacciare la fisionomia di Matteo Salvini su quella del fascismo italiano 1922-1943 (quello successivo è tutt’altra cosa, è il tempo di una guerra civile) è veramente da analfabeti. Magari fosse così semplice identificarlo, e dunque così semplice contrastarlo”, continua Mughini, noto fra le altre cose per aver abbracciato -per poi distaccarsene- gli ideali della sinistra italiana.

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In seguito alle pesanti critiche di cui è stato l’oggetto, Christian Raimo si è dimesso dal ruolo di membro del comitato editoriale del Salone del libro, di cui era un attivo membro. In un altro post su Facebook, il giornalista ha scritto:

“Ho deciso di presentare la mie dimissioni dal gruppo dei consulenti per proteggere il Salone del Libro di Torino dalle polemiche che hanno fatto seguito a un mio post, pubblicato a titolo strettamente personale.

Il Salone del Libro di Torino è uno spazio di libertà, di dibattito e confronto di idee, di cultura e di apertura, di molteplicità e democrazia. È il risultato del lavoro appassionato e della dedizione di centinaia e centinaia di persone. È importante per il paese e appartiene a tutti.

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“Con queste dimissioni testimonio il mio sincero e profondo rammarico per una presa di posizione individuale che, ben al di là delle mie intenzioni, potrebbe, ma a nessun costo deve, risultare fuorviante rispetto a ciò che il Salone del Libro è da oltre trent’anni, e vuole essere oggi e in futuro”

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Christian Raimo, Facebook