“Sì, sono fascista”: parla l’editore del libro di Salvini

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 2 Mag. 2019 alle 19:27
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Credit: Google

Ospite dell’emissione Un Giorno da Pecora su Radio 1, l’editore della casa editrice Alta Forte, Francesco Polacchi, ha rilasciato dichiarazioni che fanno discutere.

Polacchi è stato invitato per parlare del libro su Matteo Salvini edito da Alta Forte, che uscirà il prossimo 9 maggio, e per smentire (o confermare) una vicinanza della casa editrice con CasaPound.

Salvini non può proclamarsi apertamente fascista, e allora che fa? Pubblica un libro con CasaPound

“Il libro è un’intervista esclusiva, ci sono delle cose simpatiche e carine, che riguardano sia la sua vita privata che quella politica. Sono 100 domande stilate dalla giornalista Chiara Giannini. Uscirà il 9 maggio e lo presenteremo al Salone del Libro di Torino”.

Alla domanda diretta se Alta Forte sia o meno la casa editrice di CasaPound, Polacchi ha poi risposto risposto ammettendo di essere un fervente sostenitore del partito neofascista ma di distinguere le sue convinzioni personali dalla sua attività imprenditoriale, considerandosi piuttosto un “piccolo Berlusconi”.

Il libro-intervista di Salvini sarà pubblicato dalla casa editrice di CasaPound

“È improprio dire che il libro di Salvini sarà pubblicato dalla casa editrice di CasaPound perché si tratta di un’attività privata”. Esiste poi una linea editoriale di Alta Forte, che, afferma il direttore, è dichiaratamente sovranista.

E poi, l’affondo: “Io sono fascista sì, e lo sono nell’unico senso possibile”

“Insomma, se si dice che il libro di Salvini viene pubblicato da una casa editrice con tendenze fasciste, cosa risponde?”, viene chiesto al capo editore, che risponde: “Dico che secondo me è sbagliato, noi esprimiamo una linea editoriale sovranista. Io, su me stesso, mi mordo la lingua. Ci sono tante cose che si potrebbero dire e raccontare anche di altri periodi storici, noi cerchiamo di non trattarli, per una mia scelta editoriale”.

Polacchi ha infine precisato di non avere mai avuto nessun tipo di contatto con il Ministro dell’Interno.

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