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Roma, in fiamme il primo autobus Atac del 2019

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco: non risultano feriti tra i passeggeri e il personale e l'azienda Atac ha avviato un'indagine interna

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 3 Gen. 2019 alle 09:10 Aggiornato il 3 Gen. 2019 alle 09:11
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Immagine di copertina

Nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2018, intorno alle 6, un autobus della linea 16 di Roma ha preso fuoco.

Non sono ancora chiare le ragioni dietro al rogo della vettura del servizio di trasporti della Capitale, che si stava dirigendo verso il capolinea di via Costamagna.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco: non risultano feriti tra i passeggeri e il personale e l’azienda Atac ha avviato un’indagine interna.

Ad accorgersi del fumo è stato proprio il conducente Atac che ha fatto scendere i presenti e dato l’allarme. 

La vettura, secondo le informazioni disponibili, era stata immatricolata nel 2006.

Quello di oggi è il primo autobus del 2019 che prende fuoco nella Capitale, ma è l’ultimo di una triste lista se si guarda ai numeri del 2018.

L’ultimo incendio di questo tipo risale a dicembre, quando le fiamme sono divampate in un autobus della linea 311 di Roma. Il mezzo Atac era in servizio sulla Tor Cervara-Rebibbia: anche in questo caso non ci sono stati feriti tra i passeggeri.

Via del Tritone – L’episodio più grave risale invece al maggio del 2018: un bus della compagnia dei trasporti di Roma prese fuoco nella centralissima via del Tritone.

I presenti avevano raccontato di aver udito un forte boato e, subito dopo, di aver visto un mezzo del trasporto pubblico capitolino avvolto dalle fiamme.

Sul posto sono immediatamente giunte le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e le ambulanze del 118. In quel caso, una donna rimase ferita a seguito dell’incidente: si trattava di una commessa del negozio proprio di fronte al punto dove il bus aveva preso fuoco. Si era affacciata ed era stata avvolta da una vampata di calore, riportando leggere ustioni a un braccio.

La procura di Roma aveva subito annunciato di aver aperto un’inchiesta su quanto accaduto: l’ipotesi di reato era “delitto colposo di danno”, disciplinato dall’articolo 449 del codice penale.

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