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Home » News

Perché Roberto Spada è ancora in libertà dopo l’aggressione a un giornalista di Nemo

Immagine di copertina

Non esiste nessuno dei presupposti previsti dal codice di procedura penale per l’arresto. La prognosi di 30 giorni per il giornalista configura il reato di lesioni lievi, punito con pena da 3 mesi a 3 anni di reclusione

Roberto Spada, l’uomo che ha aggredito un giornalista del programma televisivo “Nemo, nessuno escluso”, è attualmente in libertà.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

L’uomo responsabile dell’aggressione è il fratello di Carmine Spada, boss di Ostia, detto ‘Romoletto’, condannato a 10 anni di carcere per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Nello specifico, Roberto Spada ha aggredito il giornalista Daniele Piervincenzi e il cameraman Edoardo Anselmi della trasmissione che va in onda su Rai2.

Daniele Piervincenzi si era recato a Ostia per un servizio sull’endorsement che la famiglia Spada aveva fatto al candidato di CasaPound, Luca Marsella, alle recenti elezioni nel X municipio di Roma.

Le elezioni, tenutesi lo scorso 5 novembre, hanno visto un’affermazione di Casa Pound, che ha ottenuto il 9,08 per cento dei voti, e che potrà avere un ruolo decisivo al ballottaggio e in consiglio municipale.

Attualmente nei confronti di Spada esiste una denuncia per aggressione – documentata da un filmato diventato virale nelle ultime ore – ma l’uomo è ancora in libertà.

Questo perché non esiste nessuno dei presupposti previsti dal codice di procedura penale per l’arresto. Nello specifico:

  • Manca la flagranza: Roberto Spada non è stato fermato nell’immediatezza del fatto.
  • La denuncia, necessaria per procedere in un caso come questo, è stata presentata soltanto il giorno dopo.
  • Se la vittima avesse denunciato subito il fatto, forse ci sarebbe stata una quasi flagranza.
  • La prognosi di 30 giorni* configura il reato di lesioni lievi, punito con pena da 3 mesi a 3 anni di reclusione.

L’art. 582 del codice penale prevede le lesioni cosiddette “lievi” e “lievissime”: queste ultime sono espressamente disciplinate dal secondo comma e punite a querela della persona offesa, quando la prognosi non supera i venti giorni. Tra le prime rientrano, invece, le lesioni determinanti una malattia di durata compresa tra i 21 e i 40 giorni. In questo caso si può procedere d’ufficio e le sanzioni prevedono la reclusione da tre mesi a tre anni.

Le lesioni personali dolose “gravi” e “gravissime” rientrano, invece, tra le circostanze aggravanti di cui all’art. 583.

  • L’arresto in flagranza è consentito solo per reati che prevedono una pena non inferiore a cinque anni. 

Va ricordato che la lesione personale, in diritto penale, è il delitto previsto dall’art. 582 del codice penale italiano secondo cui: “Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

“Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni”, prosegue l’articolo, “e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli artt. 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel n. 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa”.

Se non verranno configurati altri reati o aggravanti e se la prognosi rimarrà di 30 giorni (cosa che valuteranno i medici) la procura non potrà chiedere alcuna misura cautelare nei confronti di Roberto Spada.

Perché?

Per l’emanazione di una misura restrittiva il limite di pena previsto è di 4 anni. Per la custodia in carcere, il codice prevede una pena non inferiore a cinque anni.

E quindi il pubblico ministero, in assenza di aggravanti o di altri reati che possano configurarsi a seguito delle indagini che verranno svolte, non potrà richiedere alcuna misura cautelare.

Il video dell’aggressione:

*In una precedente versione dell’articolo la prognosi per il giornalista di Nemo era di 20 giorni, ora rettificata a 30. 

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