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Ricordando la strage di piazza della Loggia

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Il 28 maggio 1974 un ordigno esplodeva a Brescia, in piazza della Loggia, uccidendo 8 persone e ferendone più di cento

I sindacati e il comitato antifascista di Brescia avevano organizzato una manifestazione cittadina per il 28 maggio 1974 contro il terrorismo di stampo neofascista. Mentre era in corso il comizio, nella centrale piazza della Loggia, un ordigno nascosto in un cestino dei rifiuti esplose, uccidendo 8 persone e ferendone oltre cento.

La strage fu immediatamente considerata gravissima, non solo per le morti arrecate, ma anche perché andava a colpire proprio una manifestazione, uno degli strumenti con i quali si esercita la vita democratica di un Paese.

Le indagini, visto l’orientamento antifascista della manifestazione, si concentrarono immediatamente su esponenti della destra eversiva. Il procedimento giudiziario, tra assoluzioni e annullamenti, è tutt’ora in corso a oltre 40 anni dalla strage.

Il procedimento giudiziario ha coinvolto principalmente esponenti del gruppo di estrema destra Ordine Nuovo e elementi legati ai servizi segreti.

Proprio su questo punto, molte persone ritengono che la strage di piazza della Loggia, così come quella di piazza Fontana, quella della stazione di Bologna, e numerosi altri episodi di violenza verificatisi in Italia, rientrino nell’ambito della cosiddetta “strategia della tensione”.

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